La Nuova Sardegna

La stangata

Il ritorno tra i banchi di scuola costa 1500 euro a figlio

di Massimo Sechi
Il ritorno tra i banchi di scuola costa 1500 euro a figlio

Prezzi in aumento, Federconsumatori: «Si mette a rischio il diritto allo studio»

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Sassari Oltre 1.200 euro per ogni figlio al rientro a scuola. È questa la cifra che, in media, una famiglia deve mettere in conto tra libri, dizionari, zaini, astucci, diari e tutto il corredo scolastico. Una somma che può crescere ulteriormente alle superiori, dove il costo complessivo raggiunge facilmente i 1.500 euro. Ormai si può tranquillamente parlare di caro scuola e di una vera e propria stangata per le famiglie, in particolare per quelle che hanno più di un figlio tra scuola primaria, scuola secondaria di primo e di secondo grado. L’associazione Italiana Editori ha comunicato che per quest’anno il rincaro dei libri sarà dell’1,7% per le scuole medie e dell’1,8% per licei e istituti professionali. Secondo i dati dell'Associazione italiana editori, la spesa per libri scolastici quest'anno sarà pari, per le scuole medie a 190 euro l'anno, mentre per le superiori, si va dai 279 euro per i licei ai 167 euro per gli istituti professionali, passando per i 241 euro degli istituti tecnici (sono esclusi gli acquisti dei dizionari).

«Un semplice zaino per un bambino di prima elementare può arrivare a costare 90 euro, perché il marketing ha trasformato gli accessori scolastici in oggetti di moda, con luci led e gadget tecnologici» denuncia Eliana Cara, presidente di Federconsumatori Sardegna. L’associazione, attraverso il proprio Osservatorio nazionale, ha monitorato gli aumenti di quest’anno. Dopo i forti rincari del 2023-2024 sui libri, oggi la crescita più evidente riguarda proprio il materiale scolastico. Per un ragazzo al primo anno delle superiori la spesa media per testi e due dizionari si aggira sui 550 euro. A questi si sommano circa 650 euro per corredo e accessori nell’arco dell’anno. Alle medie, la cifra resta simile: 1.200 euro in totale. La situazione varia a seconda del tipo di istituto: licei e scuole con più dizionari richiesti (italiano, inglese, seconda lingua, latino) possono far lievitare il conto fino a 810 euro solo per i libri. A incidere, sempre più spesso, anche l’acquisto di un pc portatile, diventato indispensabile per lezioni e compiti online. «Un cellulare non può sostituire un computer – spiega Cara – e dopo due o tre anni un dispositivo va comunque sostituito, aumentando ulteriormente i costi». C’è poi la voce trasporti, che grava sugli studenti pendolari: «Chi non abita in città deve aggiungere altre spese importanti per raggiungere la scuola. È un onere anche questo che non si può sottovalutare».

Per alleggerire le spese, molte famiglie ricorrono a strategie di risparmio. «Dalle nostre rilevazioni – dice Cara – l’online resta il canale più conveniente, seguito dalla grande distribuzione. Le cartolerie e le librerie di quartiere invece hanno prezzi leggermente più alti. Alcuni ragazzi comprano libri usati o si organizzano con piccoli scambi, e questo permette di ridurre un po’ la spesa».

Sul fronte istituzionale, qualche misura c’è, ma è giudicata insufficiente dall’associazione dei consumatori. «I bonus comunali e regionali ci sono, ma non sono tempestivi e non coprono l’intera spesa. Le famiglie devono anticipare di tasca propria e spesso non ce la fanno. La misura della detrazione del 19% legata al reddito Isee che il governo si prepara a varare, può essere utile, ma non è sufficiente».

L’appello dell’associazione è chiaro: «Chiediamo maggiore attenzione al mondo dell’istruzione non solo per chi è in condizioni di povertà certificata, ma anche per le famiglie che sulla carta non risultano povere, ma che di fatto vedono ridursi in modo drammatico il potere d’acquisto. Il diritto allo studio deve essere garantito a tutti».

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