Commissione Statutaria al lavoro, Todde: «Importante ragionare sulla Carta fondamentale dei sardi»
Comandini: «Per riequilibrare poteri e funzioni del sistema istituzionale regionale»
Cagliari La commissione speciale sulla legge statutaria e sulle norme di attuazione dello Statuto si è riunita oggi 2 ottobre ascoltando la presidente della Regione, Alessandra Todde, che ha ribadito la necessità di una rivisitazione della Carta fondamentale dei Sardi. «E’ importante ragionare su un nuovo Statuto – ha dichiarato la presidente – e non soltanto della nuova legge Statutaria». La presidente ha ripercorso l’evolversi del confronto che sulla materia si è sviluppato con il Governo di Roma, nell’ultimo anno e mezzo di legislatura regionale, ed ha sottolineato come il tavolo istituzionale, attivato dal ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, abbia elaborato una proposta-bozza di Statuto condivisa da tutte e cinque le Regione ad autonomia speciale. Successivamente, così ha spiegato la governatrice, il ministero ha proceduto con confronti bilaterali ma al momento, non è stato attivato, quello con la Regione Sardegna, mentre altre regioni, come il Trentino Alto Adige, hanno già ottenuto le modifiche statutarie attese. L’esigenza di rafforzare prerogative e competenze della Regione, a giudizio della Todde, è una necessità non più derogabile, anche alla luce delle crescenti tendenze accentratrici da parte dello Stato che, in nome delle riforme di grande interesse economico e sociale, limita le competenze statutarie primarie riconosciute all’Isola in materie fondamentali e strategiche per lo sviluppo e la crescita».
Successivamente la presidente ha comunicato alla commissione che la Giunta ha già avviato i lavori per la predisposizione di testi legislativi. Per quanto attiene la Statutaria si è partiti dal testo approvato nel 2007 mentre gli elementi sui quali intende intervenire, con quello che nel Piano regionale di sviluppo è chiamato “cantiere riforme”, possono essere così riassunti: la forma di governo (elezione diretta o meno del presidente della Regione); rendere più rispondenti alle attuali necessità politiche le norme che regolano l’attribuzione delle competenze dei singoli assessorati; il rafforzamento del ruolo del Consiglio con il riconoscimento di strumenti che garantiscano un controllo e un monitoraggio più incisivo su quanto contenuto nelle dichiarazioni programmatiche; il rafforzamento del parere obbligatorio del Consiglio su materia definite strategiche; maggiori strumenti per garantire una più ampia partecipazione popolare; disciplinare i poteri nel cosiddetto periodo elettorale transitorio; favorire una distinzione chiara tra i compiti della politica e quelli dell’amministrazione; nuove norme sull’ineleggibilità, l’incompatibilità e il conflitto di interesse; più strumenti per misurare la qualità e l’attuazione della produzione legislativa. A seguire gli interventi dei capigruppo dei partiti di maggioranza e opposizione, concordi nel mantenere l'elezione diretta del presidente della giunta ma nel chiedere norme più chiare che regolino i rapporti tra giunta e consiglio. Nelle prossime sedute audizioni degli ex presidenti della giunta.
Nell’intervento di conclusione dei lavori, il presidente Piero Comandini, ha confermato la volontà ferma di procedere con la legge Statutaria: «Dal 2001 è nelle facoltà del Consiglio disegnare la forma di Governo e riequilibrare poteri e funzioni del sistema istituzionale regionale ma fino ad ora ci si è limitati alla sola legge elettorale. E’ il tempo di assumerci la responsabilità politica che ci appartiene e contribuire a fermare il declino dell’istituzione autonomistica».
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