«Avete cresciuto un mostro», «Nessuna pietà, sapevano tutto». Corsa degli utenti a cancellare i messaggi di odio contro i genitori di Carlomagno
La gogna social potrebbe avere spinto al suicidio la madre e il padre di Claudio Carlomagno reo confesso dell’omicidio della moglie Federica Torzullo
ANGUILLARA L’ondata di odio scatenata sui social contro Maria Messenio e il marito Pasquale Carlomagno – genitori di Claudio Carlomagno reo confesso dell’omicidio della moglie Federica Torzullo – potrebbe aver avuto un ruolo determinante nella decisione dei due coniugi di togliersi la vita. È uno dei punti al centro dell’inchiesta aperta dalla Procura di Civitavecchia per istigazione al suicidio, dopo che sabato pomeriggio, 24 gennaio, i genitori di Claudio Carlomagno sono stati trovati impiccati nel porticato della loro villetta ad Anguillara.
La gogna social
Nei giorni precedenti al suicidio, soprattutto la madre – ex poliziotta ed ex assessora alla Sicurezza – era diventata il bersaglio principale di una vera e propria gogna digitale. Sui social si sono moltiplicati insulti, accuse e sospetti, spesso senza alcun riscontro. «Crescere un tale mostro... ognuno ha le proprie colpe», scriveva un’utente. Un altro commento recitava: «Non dovete avere pena, la mamma poliziotta assessore. Sapeva benissimo la verità del figlio e l’ha coperto per me». E ancora: «Avete fatto un mostro per figlio e lo avete coperto vergogna». C’è chi si spingeva a ipotizzare responsabilità dirette: «Mi domando, possibile che in 9 giorni questa madre non si sia accorta di nulla?». Altri arrivavano all’insulto personale: «Hai generato un pezzo di m****», oppure «Più che in politica dovevi proclamarti in psichiatria con tuo figlio». Non sono mancati neppure commenti razzisti e allusioni pseudo-scientifiche, come quello sul «volto da studi lombrosiani».
Insulti spariti sui social
Dopo la morte dei coniugi, molti di quei messaggi sono improvvisamente scomparsi. Numerosi utenti hanno cancellato post e commenti, nel timore di essere identificati e finire sotto indagine. Ma le accuse non si sono del tutto fermate: «Probabilmente erano coinvolti in qualche modo o sapessero qualcosa», scrive ancora qualcuno. Accanto all’odio, restano però anche le voci di chi invita a fermarsi, ricordando che i genitori di Claudio Carlomagno «non hanno nessuna colpa». Sarà ora l’inchiesta a stabilire se quella raffica di insulti e sospetti abbia contribuito a spingere due persone, già travolte dal dolore, verso una scelta irreversibile.
