La Nuova Sardegna

La lettera aperta

Derubata di tutti i risparmi con una truffa telefonica: «Cari ladri, quel giorno mi avete scippato anche il cervello. Potrei essere vostra nonna»

Derubata di tutti i risparmi con una truffa telefonica: «Cari ladri, quel giorno mi avete scippato anche il cervello. Potrei essere vostra nonna»

L’ex insegnante Patrizia Martini descrive il profondo stato di frustrazione e insicurezza dopo quell’episodio

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Sassari Ha scelto di scrivere. Non per ottenere risposte, né per cercare giustizia immediata, ma per rimettere in fila i pensieri dopo la truffa che in poche ore le ha portato via i risparmi di una vita. E qualcosa di più profondo. Patrizia Martini ha affidato a una lettera aperta ai ladri quello che restava addosso dopo l’inganno: lo smarrimento, la rabbia. Uno sfogo quasi catartico. Ma anche un tentativo di riprendersi lo spazio delle parole, quelle che durante le due ore di manipolazione di cui è stata vittima le sono state sottratte insieme ai risparmi. «Non trovo le parole per descrivere quello che mi è successo e quello che siete», esordisce l’ex insegnante. «Potrei essere vostra nonna, vostra madre o la vostra sorella maggiore in un momento della loro vita in cui si sono trovate sole o anziane, o ancora meglio sole e anziane perché, mi avete informato, sono queste le vittime preferite di voi criminali». Nella lettera c’è la descrizione minuziosa del dopo. «Da quel giorno anche il mio cervello è stato scippato, e questo effetto collaterale è devastante».

Non solo il denaro, ma l’energia, la lucidità, la fiducia. «Queste azioni riscrivono la realtà e fanno sì che tra questa e la precedente si verifichi un taglio netto. Niente è più come prima». Anche le parole cambiano senso: «Stia tranquilla», «non abbia paura», «si fidi di noi». «Ora – scrive – si sono trasformate in segnali di allerta». Poi il racconto dei pensieri che tornano ossessivi, «con la memoria visiva che funge da moviola», e di quelle due ore di telefonata che diventano «due ore di girato». Fino al momento in cui la connessione cade «e mi sono liberata, non per merito vostro, ma di Internet, perché è caduta la linea». Nella parte finale il tono cambia. Patrizia si rivolge a chi l’ha truffata immaginandoli giovani. «Forse siete semplicemente dei ragazzi che vogliono vendicarsi degli anziani, perché vi hanno scippato il posto in questa società». E aggiunge: «Spero di no». Perché, scrive, «vorrebbe dire che siete passati dalla parte oscura, che state sprecando tempo ed energia per studiare cose che vi si ritorceranno contro». È qui che la lettera diventa quasi un appello: «Tutto quello che si dice di voi, che non avete futuro, che non siete ascoltati, che non avete la possibilità di sognare o di diventare quello che volete, vi viene detto per un motivo: perché vi si vuole disperati, vi si vuole annebbiati, vi si vuole confusi, depressi e apatici. State dando una grande mano a chi vi denigra e cerca di togliervi la speranza di cambiare le cose in meglio». Le ultime righe sono un avvertimento. «Stare dalla parte del bene richiede tantissimo coraggio. Sta a voi sceglierlo o restare solo dei giovani vigliacchi che domani saranno dei vecchi vigliacchi». (serena lullia)

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