«Premio Eleonora Mugoni, omaggio a una donna raffinata nel cuore e nella mente»
La Fasi a Vasto per ricordare l’insegnante originaria di Bultei scomparsa un anno fa a seguito di un infarto
Vasto Un evento che va ben oltre la semplice cerimonia: «Il Premio in onore di Eleonora Mugoni – dice Bastianino Mossa, presidente della Fasi –, è una lezione di civiltà, di umanità e di speranza, resa ancor più significativa dalla forte partecipazione della comunità vastese». Insegnante di Lettere all’Istituto superiore “Volta” di Pescara, Eleonora Mugoni era scomparsa un anno fa, il 21 gennaio 2025, a causa di un infarto, nell’ospedale Santissima Annunziata di Chieti. Originaria di Bultei, era figlia del professor Francesco Mugoni, ex sindaco del paese del Goceano, e di Rosy D’Aloisio, anche lei docente.
Eleonora aveva 50 anni, viveva a Vasto. Il suo ultimissimo gesto di grande generosità è stato la donazione degli organi, espiantati e trapiantati per dare nuova vita ad altre persone. Il Premio “Eleonora Mugoni” è nato così: dalla capacità della famiglia Mugoni di trasformare una perdita immensa in un atto d’amore verso il prossimo, attraverso la donazione degli organi prima e l’istituzione di un premio riservato agli studenti, poi.
«Un investimento concreto sul futuro», sottolinea Bastianino Mossa, anche lui di Bultei, al suo secondo mandato alla guida della Fasi, la Federazione delle associazioni sarde in Italia. È proprio in rappresentanza del mondo dell’emigrazione che Mossa ha partecipato nella cittadina abruzzese alla cerimonia di conferimento del Premio Eleonora Mugoni, nel Palazzo d’Avalos, con il patrocinio e il coinvolgimento diretto del Comune di Vasto. A moderare i lavori ci ha pensato la giornalista Paola D'Adamo. «Accanto a me – racconta Mossa –, il Circolo sardo Abruzzo-Molise “Dimonios”, guidato dal presidente Giuseppe Pisu, e Ninna Cabiddu, componente del Comitato esecutivo Fasi nonché presidente del Circolo “Eleonora d’Arborea” di Pesaro». All’evento hanno partecipato anche le istituzioni locali, in primis il sindaco di Vasto Francesco Menna e la vicesindaca Licia Fioravante.
«Il Premio Eleonora Mugoni – sottolinea Menna – rappresenta un momento di alto valore culturale e civile per la nostra comunità. Ricordare Eleonora significa rendere omaggio a una studiosa che ha saputo unire rigore scientifico, passione per la conoscenza e profondo legame con la sua città. Un’iniziativa che rafforza il ruolo di Vasto come luogo di cultura, studio e memoria». «Con il Premio Eleonora Mugoni – aggiunge Fioravante –, vogliamo ricordare una ragazza dall’animo mite, una studiosa, un’amante della natura, un’appassionata di equitazione, una donna elegante e raffinata nel cuore e nella mente».
Particolarmente toccante il momento della consegna del Premio agli allievi e alle allieve dell’Istituto “Volta” di Pescara: sono loro che hanno emozionato i presenti. Commoventi le parole cariche di affetto che hanno usato per ricordare la loro amata e indimenticata professoressa Eleonora. Alla sorella Isabella il compito di conferire il Premio ai giovani. Babbo Francesco, invece, ha donato alla comunità vastese la tesi di laurea di Eleonora, “Domenico Rossetti. Vasto 1772-Parma 1816. I giorni e le opere”.
Maturità classica, Eleonora Mugoni si era laureata in Lettere all’Università degli studi “Gabriele d’Annunzio” Chieti-Pescara, nel 1998, discutendo la tesi con il professor Gianni Oliva, con cui aveva poi seguito anche il dottorato di ricerca. Filologo e storico della letteratura italiana, è stato proprio Oliva a presentare al pubblico, nei giorni scorsi, la tesi della sua allieva. All’evento sono intervenuti anche Giuseppina Porreca (“Ricordi di una professoressa a Pescara”) e Valeriano Lissa Lattanzio (“Eleonora Mugoni fra equitazione e studenti”).
«Per me – riprende fiato Bastianino Mossa –, questo evento ha avuto anche un valore profondamente personale. Il professor Francesco Mugoni, bulteino e vicino di casa, padre di Eleonora, è stato il mio insegnante alle scuole medie a Bultei nei primi anni Settanta: un educatore capace di trasmettere non solo sapere, ma senso critico, passione civile e amore per la cultura. A Bultei era arrivata dall’Abruzzo la mamma di Eleonora, la professoressa Rosy, portando con sé una storia familiare che si è intrecciata profondamente con quella del nostro paese. In quella stessa Bultei – chiude il presidente della Fasi –, in su ighinadu de Funtana Manna, è cresciuta anche Eleonora».

