Masterchef, da Milano l’attacco di un ristoratore di Cagliari: «Cucina sarda grande assente della puntata»
Francesco Rizzo punzecchia Barbieri: «Più che la celebrazione della Sardegna, mi è sembrata una specie di scampagnata»
Milano Da Milano, Francesco Rizzo, cagliaritano e titolare di Cascina Ovi, ristorante di Segrate, interviene senza giri di parole sulla puntata di MasterChef ambientata a Cagliari: «Ero curioso, persino felice, di vedere uno dei programmi culinari più seguiti d’Italia ambientato nella mia terra, ma è stata una delusione. Anche in territori con minori credenziali gastronomiche, MasterChef è spesso riuscito a fare “gran cinema”, raccontando prodotti anche semplici (un formaggio, un tubero, una materia prima) spiegandone utilizzo, senso e storia. A Cagliari non ho visto tutto questo». Secondo Rizzo, la puntata ha mancato l’obiettivo principale che in passato aveva reso memorabili molte prove in esterna del format. Il rammarico riguarda soprattutto l’assenza di un vero racconto della cucina sarda: «Non ho sentito spiegare l’origine di una materia prima, la storia di un piatto, il perché di una tradizione. Sono state mostrate molte eccellenze, ma senza valorizzarne nemmeno una come avrebbe meritato e come si sarebbe potuto».
Un passaggio che Rizzo definisce «emblematico» è quello dedicato ai filindeu, spesso definita la forma di pasta più rara del mondo: «Hanno dato visibilità a questo capolavoro dell’arte culinaria sarda, ma senza spiegare cosa i filindeu siano, perché siano così preziosi, il fatto che le donne che li sanno ancora realizzare si contino sulle dita di una mano. Bruno Barbieri ha provato a impastarli e ha poi liquidato il risultato (decisamente distante dalla tradizione) con un “non sono poi tanto male”. Mi chiedo cosa sarebbe successo se la stessa scena avesse riguardato i tortellini o un’altra pasta simbolo di una delle nostre regioni italiane».
«I filindeu sono – continua Rizzo – una rarità assoluta, un patrimonio culturale oltre che gastronomico. Il pubblico non ha potuto capire cosa siano, quale valore abbiano, come si mangino. Negli occhi degli spettatori non è rimasto nulla». Il giudizio complessivo è severo: «Quanto ai piatti preparati dagli aspiranti chef… lasciamo perdere. Più che una celebrazione della Sardegna, mi è sembrata una specie di scampagnata». «Ancora una volta – conclude il titolare di Cascina Ovi – la Sardegna non è stata raccontata per quello che è davvero: una civiltà culinaria profonda, complessa, colta. MasterChef aveva un’occasione straordinaria. L’ha sprecata».
