Tumore al seno, Antonella in cura alla Breast Unit di Sassari: «Non so come andrà, ma sarò sempre grata per le cure e la grande umanità»
La 59enne di Arzachena racconta la sua esperienza: «Per noi malati, abbracci e sorrisi contano quanto le terapie»
Sassari Ha imparato che anche nei luoghi del dolore può esistere una forma di gentilezza che salva. Non guarisce, ma sostiene. Abbracci, carezze, sorrisi. Antonella Porcu, 59 anni, di Arzachena, ha trovato tutto questo nella Breast Unit dell'Aou di Sassari, alle Cliniche San Pietro. «Per noi malati contano quanto le terapie», dice la donna che dallo scorso anno è in cura per due tumori al seno. Ed è da qui che comincia il suo racconto: non dalla malattia, ma dalle persone che l’hanno accompagnata e che l’accompagnano mentre affronta la sua battaglia per la vita. «Non so come andrà la mia storia – aggiunge Antonella -, ma mi sento di dire di affidarsi ai medici e agli infermieri di quel reparto. E di fare prevenzione. Sono grata per le loro cure e per la loro umanità, terapie entrambe preziose. Spesso noi sardi tendiamo a uscire dall’isola per curarci perché pensiamo che siano più esperti. Io posso dire che qui abbiamo dei professionisti eccellenti».
Il giorno che cambia tutto
Antonella è una donna che ha fatto della prevenzione una regola di vita. Ogni anno fa i controlli in uno studio privato. Nel 2025 viene chiamata dal Centro screening di Olbia durante il periodo della prevenzione gratuita. «Avrei dovuto fare la mammografia a breve e quindi ho accettato – racconta -. Ricordo bene l’espressione della dottoressa. “Signora c’è qualcosa che non va”. Replico convinta. “Impossibile, ho fatto la mammografia un anno fa e mi hanno detto che ho solo una ciste d’acqua”. “Signora, le cisti sono tonde, questa ha una forma a stella”. Da lì la biopsia, il risultato comunicato per telefono «che mi ha fatto male due volte» e la conferma. Uno choc. La paura che prende spazio, amplificata da una storia familiare già segnata dal tumore. Antonella sceglie di fare una visita da uno specialista privato. Ma la diagnosi resta identica. Tumore al seno destro e uno al sinistro, di diverso tipo.
La Breast Unit
«Sono quindi ritornata all’ospedale Giovanni Paolo II di Olbia – continua –. Dovevo cominciare subito la terapia. Mi propongono Sassari, Nuoro o Cagliari. Ero terrorizzata. La mia testa diceva no a tutto, non volevo accettare questo male. Oggi ringrazio il Signore di aver scelto Sassari, di aver incontrato il dottor Alessandro Fancellu, la dottoressa Giuliana Giuliani. Un intero reparto in cui si respira umanità ed empatia oltre che professionalità. Sono in pochi ma si fanno in quattro, senza risparmiarsi». Antonella si sottopone anche a un delicato intervento chirurgico. «Nove ore in cui mi sono stati rimossi entrambi i seni e il dottor Emilio Trignano, bravissimo, mi ha inserito le protesi. Ho conosciuto tanta professionalità in questo anno, e tanta umanità. Abbracci, carezze, sorrisi. Noi malati di tumore abbiamo bisogno anche di questo. Ogni volta che vado per la chemio e sono in sala d’aspetto vengo assalita dal malumore. C’è tanta di quella sofferenza, c’è tanto di quel dolore. E allora cerco anche io di regalare un sorriso a chi sta peggio di me. E spesso quel sorriso torna indietro».
«Sono stata fortunata»
Il percorso di Antonella non è ancora finito. «Un tumore è sparito, devo fare ancora diversi cicli di chemio ma posso dire di essere fortunata – conclude con disarmante e lucida gratitudine -. Sono ancora qui e ho conosciuto medici straordinari, come le specialiste di Olbia Giancarla Soru e Giovanna Maria Schintu. E persone con cui condivido questo percorso che sono diventate famiglia».
