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Oggi è la Giornata internazionale del gatto, i primi d’Europa arrivarono in Sardegna 2.200 anni fa

Oggi è la Giornata internazionale del gatto, i primi d’Europa arrivarono in Sardegna 2.200 anni fa

Uno studio pubblicato su Science riscrive la storia: origine nordafricana e approdo sull’isola

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Sassari Per molti italiani il gatto è molto più di un animale domestico: è parte integrante della famiglia. In occasione della Giornata nazionale del gatto del 17 febbraio, un’indagine di Rover.com fotografa un legame sempre più stretto. Il 32% dei proprietari dedica oltre due ore alla settimana al gioco con il proprio micio e il 38% riserva tempo alle coccole. Il 44% afferma che lo smartworking ha rafforzato il rapporto con il proprio animale.

Dall’indagine emerge che sette intervistati su dieci hanno un gatto, il 20% ne possiede due e il 9% almeno tre. Il 28% lo ha adottato tramite gattili o associazioni, il 31% lo ha trovato per strada, il 27% lo ha ricevuto in dono. Le motivazioni che spingono a scegliere un gatto sono soprattutto affettive: il 26% li considera animali molto affettuosi, il 19% ne apprezza l’indipendenza e la facilità di gestione.

Ma la storia del gatto in Europa affonda le radici proprio in Sardegna. Uno studio coordinato da Claudio Ottoni e Marco De Martino dell’università Tor Vergata di Roma, pubblicato su Science, ha ridefinito tempi e modalità della diffusione del felino nel Vecchio Continente. L’analisi di 87 genomi di gatti antichi e moderni indica che il gatto domestico (Felis catus) non arrivò in Europa con gli agricoltori neolitici, come si riteneva, ma circa 2mila anni fa, probabilmente dal Nord Africa, in epoca romana.

La ricerca suggerisce inoltre una precedente introduzione, nel I millennio a.C., di gatti selvatici nordafricani in Sardegna. Questi animali avrebbero dato origine alla popolazione selvatica oggi presente sull’isola, geneticamente distinta da quella continentale e spesso classificata come Felis lybica sarda.

Il reperto più antico riconducibile al cluster genetico di Felis lybica in Europa proviene dal sito di Genoni, in Sardegna, ed è datato a circa 2.200 anni fa. Questo esemplare risulta geneticamente vicino agli attuali gatti selvatici sardi e imparentato con popolazioni nordafricane, in particolare del Marocco.

Secondo lo studio, il gatto domestico discende dal gatto selvatico africano (Felis lybica lybica), non da quello europeo (Felis silvestris). La sua successiva diffusione nel Mediterraneo negli ultimi 2mila anni ha segnato l’espansione che lo ha reso oggi uno dei mammiferi più diffusi al mondo, capace di adattarsi con successo agli ambienti modellati dall’uomo.

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