Doppia indagine su Shein, sotto accusa le bambole sessuali e gli algoritmi che creano assuefazione
Bruxelles verifica il rispetto del Digital Services Act. In Francia sentenza attesa per marzo
Roma La Commissione europea apre un’indagine nei confronti del colosso cinese dell’e-commerce Shein, accusato in Francia di avere messo in vendita bambole sessuali dall’aspetto infantile e di causare assuefazione agli utenti della sua piattaforma. L’esecutivo della Comunità europea attraverso il Digital Service Act, lo strumento giuridico che permette di controllare e regolare il mondo del web, ha annunciato nei giorni scorsi di aver dato luogo a un procedimento per verificare la condotta potenzialmente oltre i limiti della legge del gruppo asiatico.
Henna Virkkunen, vicepresidente della Commissione europea, ha affermato come sia necessario tutelare il benessere dei cittadini e che essi siano informati sugli algoritmi che fanno funzionare i siti di e-commerce e per questo è doveroso verificare se Shein rispetti le regole e le responsabilità.
Bruxelles ricorda come sia obbligatorio considerare almeno un’opzione che non preveda la profilazione dei clienti e chiederà conto anche di questo nel corso del procedimento. Dal canto suo Shein, come riferito da un suo portavoce, fa sapere che ha tolto dal mercato gli oggetti ritenuti illeciti e che collaborerà con l’Unione per rendere il suo portale rispettoso degli obblighi Dsa. La sentenza della magistratura francese per quanto riguarda la vendita delle bambole incriminate è attesa per metà marzo.
