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Doppia indagine su Shein, sotto accusa le bambole sessuali e gli algoritmi che creano assuefazione

di Leonardo Mureddu
Doppia indagine su Shein, sotto accusa le bambole sessuali e gli algoritmi che creano assuefazione

Bruxelles verifica il rispetto del Digital Services Act. In Francia sentenza attesa per marzo

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Roma La Commissione europea apre un’indagine nei confronti del colosso cinese dell’e-commerce Shein, accusato in Francia di avere messo in vendita bambole sessuali dall’aspetto infantile e di causare assuefazione agli utenti della sua piattaforma. L’esecutivo della Comunità europea attraverso il Digital Service Act, lo strumento giuridico che permette di controllare e regolare il mondo del web, ha annunciato nei giorni scorsi di aver dato luogo a un procedimento per verificare la condotta potenzialmente oltre i limiti della legge del gruppo asiatico.

Henna Virkkunen, vicepresidente della Commissione europea, ha affermato come sia necessario tutelare il benessere dei cittadini e che essi siano informati sugli algoritmi che fanno funzionare i siti di e-commerce e per questo è doveroso verificare se Shein rispetti le regole e le responsabilità.

Bruxelles ricorda come sia obbligatorio considerare almeno un’opzione che non preveda la profilazione dei clienti e chiederà conto anche di questo nel corso del procedimento. Dal canto suo Shein, come riferito da un suo portavoce, fa sapere che ha tolto dal mercato gli oggetti ritenuti illeciti e che collaborerà con l’Unione per rendere il suo portale rispettoso degli obblighi Dsa. La sentenza della magistratura francese per quanto riguarda la vendita delle bambole incriminate è attesa per metà marzo.

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