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Il caso

Incidente diplomatico tra paesi vicini a Carnevale, durante la sfilata spunta il cartello “Babbuini laerresi”: cosa è successo

di Giuseppe Pulina
Incidente diplomatico tra paesi vicini a Carnevale, durante la sfilata spunta il cartello “Babbuini laerresi”: cosa è successo

L’episodio si è verificato il giorno di martedì grasso

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Perfugas Si è rischiato l’incidente diplomatico, ma per fortuna alla fine è prevalso il buon senso. Da parte di chi, riconoscendo di aver sbagliato, si è prontamente scusato, e anche da parte di chi quelle scuse sembra averle accettate.

L’episodio che avrebbe potuto innescare polemiche e malumori si è verificato durante la sfilata di martedì grasso del Carnevale perfughese.

Questo a causa di alcune scritte poco riguardose nei confronti delle vicine comunità di Erula e Laerru, che apostrofavano gli abitanti dei due centri come babbuini e zebre in fuga. Dal Comitato Carrasciale Pejfughesu è stata però indirizzata alle amministrazioni dei due Comuni anglonesi una lettera di scuse per quelle che gli stessi autori della lettera hanno definito «frasi poco carine, espresse nel contesto di battute e frasi goliardiche, espressioni che hanno offeso il vostro senso di appartenenza e la dignità dei vostri paesi».

Ne sarebbe potuta nascere una polemica infinita, ma lo stile garbato e il tono sinceramente dispiaciuto della lettera ha convinto in poco tempo gli amministratori dei due paesi ad accettare le scuse. «Nello spirito del Carnevale e della buona convivenza tra comunità vicine hanno detto gli amministratori di Laerru – accettiamo le scuse e confidiamo che l’episodio resti isolato. Rinnoviamo la volontà di condividere in futuro altri momenti di festa in serenità, nel rispetto e nella collaborazione reciproca». Nessun problema a mettere una pietra sull’accaduto nemmeno da parte della sindaca di Erula, Marianna Fusco: «Devo dire che ho sorriso, perché quanto riportato nella frase non coincide assolutamente con i comportamenti e le dimostrazioni di apprezzamento da parte di molti perfughesi nei confronti del nostro bel paese. Altro che zebre che scappano: a Erula si viene sempre con tanto piacere e a fare gli onori di casa c'è una comunità accogliente, altruista, generosa e civile, che ragiona in termini di unione dei comuni, di buon rapporto di vicinato, di ospitalità. Le scuse sono ben accette e invitiamo i cari amici di Perfugas alla nostra sfilata di sabato».

Ecco alcuni dei passaggi della lettera “riparatrice”: «Il Carnevale è, per sua natura, un momento di satira, di scherzo e di liberazione dalla quotidianità. Tuttavia, lo spirito della festa non deve mai trasformarsi in mancanza di rispetto verso gli altri, specialmente verso chi accetta un invito per fare comunità. Riconosciamo che in questo caso la battuta ha superato il limite, travalicando quel confine che separa la sana ironia dall’offesa».

«Volevamo coinvolgervi – spiega il comitato organizzatore – e creare un clima di allegria e unione tra paesi vicini, legati da secoli di storia e relazioni. Ci dispiace profondamente che l'esito sia stato l'opposto, gettando un'ombra su quella che doveva essere una giornata di festa condivisa. Ci impegniamo affinché episodi del genere non si ripetano in futuro, vigilando perché lo spirito goliardico non vada mai a ledere il rispetto e l'amicizia tra le nostre comunità».

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