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Ricevute Pos, al via la rivoluzione: ecco cosa cambierà

Ricevute Pos, al via la rivoluzione: ecco cosa cambierà

Estratti conto e comunicazioni bancarie diventano la prova del pagamento: restano scontrini e fatture

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Roma Niente più cassetti pieni di scontrini sbiaditi e ricevute pos conservate “per sicurezza” per un decennio. Con il decreto pnrr approvato dal governo cambia una regola che, per anni, ha pesato su cittadini e imprese: viene eliminato l’obbligo di tenere per 10 anni le ricevute cartacee dei pagamenti elettronici.

La misura arriva in un momento in cui l’uso del digitale continua a crescere. Secondo elaborazioni di Confesercenti su dati ufficiali, nel 2025 i pos attivi in Italia sono saliti a 3,87 milioni, in aumento rispetto ai 3,75 milioni del 2024: un’accelerazione che spinge anche gli adempimenti a inseguire la trasformazione tecnologica.

Cosa prevede il decreto pnrr

La novità centrale riguarda le ricevute emesse dai terminali pos per pagamenti con carte di credito, debito o prepagate: non sarà più necessario conservarle in formato cartaceo per 10 anni. Restano invece obbligatori i documenti fiscali, cioè scontrini, fatture e ricevute fiscali.

La prova del pagamento, d’ora in poi, potrà essere fornita tramite la documentazione bancaria, anche digitale. Il decreto stabilisce infatti che le comunicazioni inviate da banche e intermediari finanziari — comprese quelle in formato elettronico — possono sostituire le ricevute cartacee, a condizione che riportino tutte le informazioni della singola operazione e siano pienamente consultabili.

Perché l’obbligo era considerato superfluo

Le ricevute pos non sono documenti contabili: attestano il pagamento, ma non sono necessarie per la redazione del bilancio o per la dichiarazione fiscale. L’obbligo decennale derivava dall’articolo 2220 del Codice civile, sulla conservazione delle scritture contabili. Applicarlo anche alle ricevute pos, però, è stato a lungo giudicato da molte associazioni di categoria un appesantimento burocratico non indispensabile.

L’obiettivo dichiarato è la semplificazione: per dimostrare il pagamento basteranno gli estratti conto, anche quando una detrazione fiscale richiede la tracciabilità. In pratica, per esempio, per le detrazioni nel modello 730 non sarà più necessario allegare o conservare la ricevuta pos se il pagamento risulta tracciabile attraverso lo scontrino e i movimenti bancari.

Cosa cambia per 730 e pagamenti alla Pubblica amministrazione

Sul fronte delle detrazioni fiscali, sarà sufficiente conservare lo scontrino o la fattura, che già riportano l’indicazione della modalità di pagamento tracciabile.

Novità anche per i pagamenti verso la Pubblica amministrazione effettuati tramite piattaforme elettroniche come pagoPA: l’amministrazione dovrà verificare l’avvenuto pagamento consultando i propri flussi informatici o quelli della piattaforma nazionale, senza poter chiedere al cittadino l’esibizione della ricevuta cartacea, neppure ai fini fiscali.

Pos e registratori telematici: il passaggio chiave dal 1° gennaio 2026

Il decreto si inserisce in un percorso più ampio che punta a far dialogare incassi elettronici e vendite certificate. Dal 1° gennaio 2026 è scattato l’obbligo di collegare i pos ai registratori telematici che trasmettono i corrispettivi all’Agenzia delle Entrate, con l’obiettivo di ridurre eventuali discrepanze tra incassi e dichiarazioni.

Il collegamento avverrà online, tramite l’area riservata del sito dell’Agenzia: non servirà un collegamento fisico tra dispositivi e potrà essere effettuato dall’esercente o da un intermediario (come il commercialista). Per i pos già installati, l’abbinamento dovrà avvenire entro 45 giorni dall’attivazione del servizio online. Per i nuovi dispositivi, saranno previste finestre temporali specifiche.

Chi deve adeguarsi

L’obbligo riguarda i soggetti che certificano i corrispettivi con registratore telematico e accettano pagamenti elettronici. Dentro rientrano: pos tradizionali da banco, terminali mobili, dispositivi collegati a tablet o smartphone, sistemi virtuali integrati nei gestionali, fino alle piattaforme e-commerce collegate alla certificazione dei corrispettivi. In sostanza, ogni incasso elettronico associato a vendite certificate dovrà essere collegato.

La roadmap verso lo scontrino completamente digitale

L’uscita dal cartaceo non si limita alle ricevute pos. Il Parlamento ha indicato una tabella di marcia per la progressiva dematerializzazione degli scontrini e una gestione interamente digitale dei corrispettivi:

1° gennaio 2027: adeguamento per la grande distribuzione.

1° gennaio 2028: estensione agli operatori con volume d’affari superiore a una soglia stabilita.

1° gennaio 2029: coinvolgimento di tutti gli altri esercenti.

La direzione è quella di una burocrazia più leggera per cittadini e imprese, e di controlli fiscali sempre più automatizzati e incrociati.

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