Mercato immobiliare, a Cagliari è sempre più difficile comprare casa
Immobiliare.it evidenzia un peggioramento dell’accessibilità nel capoluogo sardo rispetto all’anno precedente
Milano Chi oggi può permettersi di comprare casa? La risposta arriva dal report 2025 di Immobiliare.it, che analizza l’accessibilità del mercato residenziale in relazione ai redditi delle famiglie italiane. Il dato nazionale indica che un nucleo con un solo reddito – categoria che comprende anche single e anziani, ormai componente maggioritaria secondo l’ultimo rapporto Istat – riesce ad acquistare il 28% degli immobili disponibili. La percentuale sale al 57% per le famiglie con due redditi.
Il quadro cambia radicalmente nelle grandi città, dove i prezzi più elevati riducono drasticamente la platea dei potenziali acquirenti monoreddito. A Firenze la quota di abitazioni accessibili scende all’1%, a Bologna al 4%, a Milano al 6,5%, a Venezia all’8,5% e a Roma al 9,4%. In pratica, su cento case in vendita, solo quella percentuale è alla portata di chi dispone di un solo stipendio.
A incidere sono anche i livelli di reddito. Le ultime dichiarazioni disponibili (anno d’imposta 2023) mostrano che il reddito medio netto annuo di una famiglia monoreddito si attesta intorno ai 20.110 euro, mentre per una bi-reddito arriva a circa 36.198 euro. Le differenze territoriali restano marcate: Nord-Ovest e Nord-Est presentano valori più elevati (rispettivamente 22.278 e 20.853 euro per i monoreddito; 40.100 e 37.536 euro per i bi-reddito), il Centro si colloca in linea con la media nazionale, mentre Sud e Isole registrano i livelli più bassi, con circa 17.269 euro per i monoreddito e 31.084 euro per i bi-reddito.
Questi divari si riflettono direttamente sulla capacità di acquisto: dove i redditi sono più alti, la domanda potenziale è maggiore; nelle regioni meridionali e insulari la minore disponibilità economica riduce l’accesso alla proprietà. A questo si aggiungono il livello dei prezzi e il costo del denaro. La stabilità dei tassi di interesse non ha alleggerito la pressione sul credito, contribuendo a mantenere elevata la tensione nel mercato. Nelle grandi città pesa inoltre una domanda proveniente dall’estero, composta da acquirenti con maggiore capacità di spesa, che riduce ulteriormente lo spazio per chi dispone di un solo reddito.
Sul fronte dei prezzi di vendita, Firenze guida la crescita annua con un +7,9%, seguita da Roma (+6,9%). Incrementi significativi anche a Bari (+5,5%) e Bologna (+5%). Milano, pur con un aumento più contenuto (+2,2%), si conferma la città più costosa d’Italia, con un valore medio di 5.551 euro al metro quadro. In controtendenza Messina (-0,7%) e Reggio Calabria (-0,9%), uniche tra i grandi centri a registrare lievi cali.
L’aumento dei prezzi ha avuto effetti diretti sull’accessibilità, peggiorata ovunque rispetto all’anno precedente. Le flessioni più contenute si registrano a Reggio Calabria (-0,2 punti percentuali), Milano (-0,5) e Torino (-1,1).
In Sardegna il dato più rilevante riguarda Cagliari, che segna uno dei peggioramenti più marcati a livello nazionale: -6 punti percentuali in un solo anno. Un calo che colloca il capoluogo tra le città dove l’incremento dei valori immobiliari ha inciso maggiormente sulla possibilità per le famiglie di acquistare un’abitazione.
Se si amplia lo sguardo al periodo 2021-2025, Firenze è la città che ha perso più terreno in termini di accessibilità (-25,8 punti percentuali), mentre la riduzione più contenuta si registra a Reggio Calabria (-2,4 punti). Un quadro che conferma come, anche nel 2025, la casa resti sempre più difficile da comprare per chi vive di un solo reddito, soprattutto nei grandi centri urbani.
