Netflix si ritira, Paramount acquisisce Warner Bros Discovery: cosa cambia per cinema, streaming e tv
Nasce un colosso da 70 miliardi di ricavi. Ora il voto degli azionisti e il via libera delle autorità antitrust Usa ed europee
Roma Paramount si aggiudica Warner Bros. Discovery con un’operazione da 111 miliardi di dollari, superando definitivamente Netflix, che ha annunciato il ritiro dalla trattativa. Il consiglio di amministrazione di Wbd ha scelto l’offerta da 31 dollari per azione presentata da Paramount, concedendo inizialmente a Netflix quattro giorni lavorativi per un eventuale rilancio. La piattaforma streaming ha però deciso di non rilanciare, giudicando non più sostenibile il prezzo necessario per eguagliare la proposta rivale.
«L’operazione che avevamo negoziato avrebbe generato valore per gli azionisti», ha spiegato Netflix, precisando tuttavia di voler mantenere una linea finanziaria prudente. Il gruppo ha sottolineato che un’eventuale controfferta avrebbe comportato costi più elevati e affrontato rilevanti ostacoli regolamentari e politici.
La partita non è stata lineare. In una prima fase Netflix appariva favorita con una proposta da 82 miliardi di dollari limitata agli studios e al servizio streaming Hbo Max, ritenuta inizialmente superiore dal board di Wbd rispetto a quella concorrente. Paramount ha però rilanciato più volte, arrivando a incrementare il prezzo da 30 a 31 dollari per azione, sostenuta anche da una garanzia personale da 40 miliardi, fino a prevalere.
Con l’acquisizione, Paramount — casa di franchise come Mission Impossible e Star Trek — rileverà l’intero perimetro di Warner Bros. Discovery, inclusi marchi e personaggi come Harry Potter, Batman e Il Signore degli Anelli. Entreranno nel gruppo anche il servizio Hbo Max e la rete all news Cnn. Il nuovo conglomerato potrà contare su ricavi annui vicini ai 70 miliardi di dollari e su una presenza capillare nella produzione e distribuzione cinematografica, nello streaming, nella tv lineare, nella pubblicità e nei diritti sportivi.
L’operazione deve ora passare al vaglio dell’assemblea degli azionisti di Warner Bros. Discovery, convocata per il 20 marzo. In caso di approvazione definitiva, si aprirà la fase autorizzativa davanti alle autorità antitrust statunitensi ed europee. Negli Stati Uniti sarà coinvolta la divisione antitrust del Dipartimento di Giustizia; anche la Commissione europea sarà chiamata a valutare l’impatto sulla concorrenza.
Tra i nodi più delicati figura la concentrazione nel settore dell’informazione televisiva: il nuovo gruppo riunirebbe Cbs News e Cnn, oltre a numerosi canali via cavo e tematici, tra cui Nickelodeon, Mtv, Comedy Central, Discovery Channel, HGTV, Food Network, Tbs, Tnt, Cartoon Network ed Eurosport. Le autorità potrebbero imporre condizioni, impegni o, in ipotesi più stringenti, la cessione di alcune attività.
Sul fronte streaming, l’integrazione tra Hbo Max e Paramount+ porterebbe a circa 180 milioni di abbonati globali, con una quota stimata tra il 16 e il 18 per cento (esclusi gli utenti del servizio gratuito Pluto TV) e ricavi combinati intorno ai 13 miliardi di dollari. Nel cinema, le attività congiunte potrebbero generare circa 15 miliardi l’anno, con una quota di mercato negli Stati Uniti vicina al 27 per cento, alle spalle di Disney.
Netflix incasserà una penale da 2,8 miliardi di dollari prevista per l’uscita dall’accordo e ha già annunciato investimenti per circa 20 miliardi di dollari in film e serie nel corso dell’anno. Dopo l’annuncio del ritiro, il titolo ha registrato un rialzo del 10 per cento nelle contrattazioni a mercato chiuso, segnale che il mercato valuta positivamente la scelta di evitare un’operazione di dimensioni così rilevanti.
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