La Nuova Sardegna

Medio oriente

Attacco all’Iran, quattro giorni fa il ponte aereo Usa sopra la Sardegna

Attacco all’Iran, quattro giorni fa il ponte aereo Usa sopra la Sardegna

Dalla base britannica di RAF Mildenhall verso il Mediterraneo: cinque KC-135 e tre KC-46A hanno accompagnato i caccia F-22 diretti nell’area mediorientale

2 MINUTI DI LETTURA





Sassari Quattro giorni prima dell’attacco lanciato oggi, 28 febbraio, da Stati Uniti e Israele contro l’Iran, nei cieli europei era già in corso un imponente movimento di mezzi militari americani. Il 24 febbraio un consistente pacchetto di rifornimento in volo dell’Usaf è decollato dalla base britannica di RAF Mildenhall per scortare 12 caccia F-22 Raptor partiti da RAF Lakenheath in direzione del Mediterraneo.

La formazione – composta da cinque aerocisterne KC-135 Stratotanker e tre KC-46A Pegasus – ha attraversato la Francia, sorvolato il Mediterraneo occidentale e l’Italia, transitando anche sopra i cieli della Sardegna, per poi proseguire verso il Mediterraneo orientale. Una rotta e una consistenza di mezzi che, già allora, facevano pensare a un dispiegamento operativo su lunga distanza più che a una semplice esercitazione.

L’operazione aveva una funzione precisa: garantire ai 12 F-22, suddivisi in quattro sezioni, la possibilità di coprire grandi distanze grazie al rifornimento in volo. Questo tipo di caccia, progettato per la superiorità aerea, necessita infatti di un supporto costante per operare a lungo raggio. La presenza combinata di KC-135 e KC-46A assicurava capacità di rifornimento, flessibilità e margini di sicurezza in caso di imprevisti tecnici.

Nei giorni precedenti erano già stati riposizionati nell’area mediorientale e del Golfo numerosi assetti statunitensi, tra cui caccia, piattaforme di sorveglianza e unità navali. L’arrivo del pacchetto di F-22, sostenuto dal ponte aereo partito dal Regno Unito e passato anche sopra la Sardegna, ha aggiunto una componente di alta superiorità aerea allo schieramento.

Alla luce dell’attacco scattato oggi contro l’Iran, quel trasferimento del 24 febbraio appare come l’ultimo tassello di un dispositivo già in fase avanzata di preparazione. Resta da capire se si sia trattato dell’inizio di un dispiegamento più lungo o di un rafforzamento temporaneo legato a una contingenza immediata.

Primo Piano
La denuncia

Bimba lasciata in auto, il direttore del market: «I genitori hanno rischiato il linciaggio»

di Caterina Cossu e Sergio Secci
Le nostre iniziative