Borse oggi 2 marzo in picchiata dopo l’attacco a Teheran: petrolio e gas volano, crollano le compagnie aeree
Sui mercati finanziari l’impatto della guerra è immediato: indici in calo
Le Borse europee aprono in profondo rosso nella prima seduta di marzo dopo gli attacchi condotti nel fine settimana da Stati Uniti e Israele contro l’Iran, culminati con la morte della guida suprema iraniana, l’Ayatollah Ali Khamenei. L’escalation militare e le successive rappresaglie di Teheran scuotono immediatamente i mercati finanziari globali.
A Milano il Ftse Mib perde il 2,4%. In Europa Parigi arretra del 2,2%, Francoforte del 2,3%, mentre Amsterdam limita le perdite a -1,09%. Anche le Borse asiatiche chiudono in netto calo: Tokyo segna -1,35%, Hong Kong -2%, Shenzhen -0,6%, Seul -1% e Mumbai -1,8%. In controtendenza Shanghai (+0,5%).
Energia sotto pressione: petrolio e gas in forte rialzo
Sotto pressione petrolio e gas, spinti dalla chiusura dello Stretto di Hormuz da parte di Teheran. Dal passaggio nel Golfo Persico transita circa un quinto del greggio e del gas naturale liquefatto scambiato a livello mondiale. Gli attacchi nella regione, compresi quelli contro due navi in transito nello Stretto, compromettono la capacità di esportazione dell’area. Il future di aprile del Wti balza del 9,39% a 73,31 dollari al barile, mentre il Brent con consegna a maggio sale del 10,51% a 80,10 dollari. Il gas ad Amsterdam registra un aumento di circa il 25% a megawattora. Corre anche l’oro, con il contratto spot in progresso del 2,5% a 5.410 dollari l’oncia.
Sul mercato valutario il dollaro si rafforza a 1,1713 per un euro (da 1,1820 venerdì) e a 157,13 yen. Il rapporto euro/yen si attesta a 184,06.
Piazza Affari: industriali e banche giù, salgono difesa ed energia
A Piazza Affari soffrono soprattutto industriali e banche, penalizzate dai timori per la tenuta dell’economia globale e per possibili interruzioni nelle catene di approvvigionamento energetico. Tra i peggiori Stellantis (-5,82%), Unipol (-4,68%), Bper (-4,62%), Mediobanca (-4,41%), Brunello Cucinelli (-4,27%) e Intesa Sanpaolo (-4,23%). In controtendenza i titoli legati alla difesa e all’energia: Leonardo (+5,04%), Eni (+3,79%), Fincantieri (+1,39%) e Tenaris (+0,74%). Negli Emirati Arabi Uniti, intanto, è stata annunciata la chiusura eccezionale delle Borse di Dubai e Abu Dhabi.
Compagnie aeree in caduta
Pesante anche il comparto del trasporto aereo asiatico. Cathay Pacific, Qantas Airways, Singapore Airlines e Japan Airlines perdono oltre il 5% dopo l’apertura delle contrattazioni. Qantas arriva a cedere il 10,4% prima di ridurre le perdite attorno al 6%. In calo di almeno il 4% anche Ana Holdings, Air China, China Southern Airlines, China Eastern Airlines, AirAsia X, China Airlines ed Eva Airways. La chiusura per il terzo giorno consecutivo di snodi chiave in Medio Oriente, tra cui Dubai e Doha, lascia bloccate decine di migliaia di viaggiatori e aggrava la turbolenza sul trasporto aereo globale.
Timori per commercio e approvvigionamenti
L’attenzione degli investitori resta concentrata sui possibili danni al commercio internazionale e sulle conseguenze della chiusura dello Stretto di Hormuz. L’Europa si muove per garantire forniture di gas naturale in un contesto di stoccaggi ai minimi storici, mentre i mercati continuano a scontare il rischio di ulteriori tensioni nell’area del Golfo Persico.
