Torna El Niño, sarà un’estate tropicale: in Sardegna previste temperature superiori ai 45 gradi
L’allarme dei meteorologi: «Il 2026 potrebbe essere un nuovo anno record in negativo»
Sassari Probabilmente i numerosi e consecutivi giorni di pioggia verranno rimpianti. E forse, chi pensa di crogiolarsi nelle grandi riserve di acqua regionali – pare che basteranno per i prossimi due anni –, si ricrederà. Sì perché, a breve, le temperature a livello globale potrebbero registrare un importante aumento, con picchi altissimi e nuovi record. E questo perché, finito il ciclo di La Niña, sta per tornare El Niño, un fenomeno climatico naturale e periodico, che si verifica ogni 2-7 anni nel Pacifico equatoriale. Un fenomeno che riscalda la superficie dell'acqua, con conseguenze anche sulla circolazione atmosferica e che può portare anche situazioni di siccità. L’ultimo si è verificato tra il 2023 – che è stato un anno caldissimo, tra i più caldi di sempre – e il 2024. Il 2024, in particolare, è stato l’anno dei record assoluti, con anomalie di temperatura media tra +1.5° e +2.5° rispetto alle medie storiche (1991-2020). In Sardegna le temperature superarono spesso i 40°, toccando punte anche di 45°. E non c’era consolazione nemmeno la notte. Eppure, nel 2026 potrebbero essere superati tutti i primati, anche solo a causa della crescita costante delle temperature globali.
Gli effetti del Niño sull’isola nel 2024
Tutto era partito già in primavera con un aprile, che, secondo Copernicus, è stato il più caldo della storia. A giugno poi la stagione estiva è cominciata con un'ondata di caldo torrido, con picchi che hanno toccato i 44° in diverse località dell'isola, soprattutto nelle zone interne e meridionali. Luglio e agosto 2024 hanno confermato la tendenza, con massime costantemente tra i 28 e i 35 gradi e frequenti picchi fino a 42-45°, simili ai livelli di Libia e Tunisia. E purtroppo nessun conforto è mai arrivato con la notte: nel 2024 si è registrata un’altissima frequenza di "notti tropicali", in cui la temperatura non scende sotto mai i 20° ed è impossibile riposare a causa della sensazione di afa.
Il prossimo biennio rovente
Come spiegano da Ilmeteo.it, secondo la National oceanic and atmospheric administration, la probabilità che El Niño si attivi tra luglio e settembre è stimata tra il 50% e il 60%. Carlo Buontempo, alla guida di Copernicus ha sottolineato che il 2026 potrebbe trasformarsi in un nuovo anno record qualora il fenomeno dovesse ripresentarsi. Ma non si esclude nemmeno che sarà a prescindere l’anno più caldo di sempre, anche in assenza del fenomeno, a causa della costante crescita delle temperature medie globali. Fenomeni che preoccupano la comunità scientifica internazionale. Secondo Tido Semmler del Servizio meteorologico nazionale irlandese, però, se l’eventuale formazione di El Niño avvenisse nella seconda parte dell’anno, le conseguenze più marcate si manifesterebbero nel 2027, perchè l’atmosfera impiega tempo per reagire pienamente al riscaldamento delle acque del Pacifico.
Cos'è El Niño?
El Niño fa parte di un ciclo climatico naturale noto come El Niño-southern osscillation (Enso), che si sviluppa nel Pacifico tropicale. Durante El Niño gli alisei, che soffiano stabilmente da est verso ovest, si indeboliscono, permettendo alle acque superficiali più calde di espandersi verso il Pacifico centrale e orientale. Questo accumulo di calore libera grandi quantità di energia nell’atmosfera. Il risultato è un temporaneo aumento delle temperature medie globali. Allo stesso tempo cambiano i regimi dei venti e delle precipitazioni in numerose regioni del pianeta. Si tratta quindi di un meccanismo naturale capace di influenzare il clima su scala mondiale.
Parte dello stesso ciclo climatico è La Niña, che però ha gli effetti opposti: tende cioè a raffreddare le acque superficiali del Pacifico orientale, attenuando temporaneamente il riscaldamento globale. causando un raffreddamento. L’ultima sua fase è iniziata nel dicembre 2024 ed è stata debole e di breve durata. Tra i due c’è una fase definita neutra.
L’origine del nome risale all’Ottocento, quando dei pescatori di Perù ed Ecuador notarono un’anomala corrente calda che, in prossimità del Natale, riduceva drasticamente il pescato e la chiamarono El Niño, in riferimento al Bambin Gesù. In seguito, gli esperti diedero il nome La Niña al fenomeno contrario.
