«Nelle spiagge sarde vietati gli ombrelloni alle persone tra i 10 e i 65 anni»: l’ordinanza del sindaco finisce sul The Guardian
Il provvedimento del Comune di Villasimius per tutelare la spiaggia ha sollevato un polverone e diventa un caso internazionale: c’è chi consiglia la chiusura dell’arenile come unica soluzione
Cagliari Alla fine la questione sui divieti per poter frequentare la spiaggia di Punta Molentis a Villasimius finisce anche sul The Guardian. Troppo restrittive e forse discutibili le regole per accedere all’arenile dove l’anno scorso, in piena estate, si è sfiorata la tragedia, e dove per quest’anno – per tutelare l’ambiente e i bagnanti – si potrà accedere con un solo ombrellone in base alla fascia d’età. Così il provvedimento del sindaco Gianluca Dessì – con tanti altri punti entrati nel decalogo del buon turista – non è passato inosservato. E a questo punto, per tutelare uno dei tanti paradisi della Sardegna, meglio niente. Lo avrebbero pensato in tanti.
Il quotidiano britannico dribla sulla questione e ironizza sull’incredulità degli italiani per il fatto di dover prendere la tintarella senza scottarsi, a patto che arrivino in spiaggia con, almeno, un nonno. Ombrellone, nel regolamento, è concesso solo per chi si presenta con un over 65 o con un bimbo dai 10 anni in giù. «L'uso degli ombrelloni è stato vietato su una spiaggia per le persone di età compresa tra i 10 e i 65 anni: questo l’ultimo episodio della lunga controversia sulle spiagge italiane», scrive il The Guardian.
Così il titolo del quotidiano britannico non poteva che ruotare attorno alla particolare concessione : «Gli italiani increduli si chiedono se debbano portare i nonni in spiaggia per stare al sicuro, dopo la decisione impopolare presa a Villasimìus». Accade in Sardegna – racconta la giornalista – che riporta gli articoli apparsi sui quotidiani, citando quello della Nuova Sardegna.
Il provvedimento è stato uno dei diversi imposti dalle autorità locali sulla spiaggia di Punta Molentis a Villasimìus, sulla costa sud-orientale della Sardegna, nell'ambito di un'iniziativa per la tutela del suo ambiente incontaminato. «Oltre a dover pagare 10 euro per accedere alla spiaggia pubblica, solo le famiglie con bambini di età inferiore ai 10 anni possono piantare un ombrellone – e solo uno – e le persone di età superiore ai 65 anni».
«Per aprire un ombrellone devo noleggiare un bambino?» ha chiesto un utente nei commenti di un post che annunciava le nuove regole sulla pagina Facebook del comune di Villasimìus. Un altro ha scherzato: «Quindi, per venire in spiaggia con un ombrellone, devo portare mio nonno o farmi mettere al mondo un bambino da qui a domani?».
«Alcuni – riporta ancora il quotidiano – hanno chiesto di boicottare Punta Molentis, mentre altri hanno affermato che si sarebbero semplicemente recati in una spiaggia dove avrebbero potuto ripararsi dal sole in sicurezza». Punta Molentis riapre dopo essere rimasta chiusa dallo scorso luglio a seguito di un devastante incendio doloso.
Il comune di Villasimìus ha dichiarato che l'incendio e "eventi meteorologici marini eccezionali" lo hanno spinto a imporre regole più severe al fine di preservare la bellezza naturale di Punta Molentis, che si trova all'interno di un’area protetta.
Sui social non manca chi ne chiede la chiusura: «Per tutelare la spiaggia unica soluzione è chiuderla e non renderla accessibile per qualche anno, per far sì che flora e fauna si riprendano il loro posto. Così rimane solo un modo subdolo per consegnarla ai ricchi. E una persona di età fra i 10 ed i 65 anni con alcuni problemi come viene trattata? Serve un mercato nero per affittare bambini e anziani!?». Non è escluso che il sindaco Gianluca Dessì, in queste ore, possa decidere di cambiare il provvedimento.
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