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Bonus edilizi 2026: i sette errori da evitare per non perdere le detrazioni fiscali

Bonus edilizi 2026: i sette errori da evitare per non perdere le detrazioni fiscali

Con i controlli sempre più digitalizzati, è fondamentale rispettare tutte le procedure previste

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Le agevolazioni fiscali per i lavori in casa restano uno strumento molto utilizzato, ma richiedono attenzione a diversi adempimenti. Errori nei pagamenti, nelle comunicazioni o nella documentazione possono compromettere l’accesso ai bonus edilizi e portare a sanzioni anche elevate. Con i controlli fiscali sempre più digitalizzati, è quindi fondamentale rispettare tutte le procedure previste.

1 - Pagamenti non conformi

Uno degli sbagli più frequenti riguarda il metodo di pagamento. Per poter usufruire delle detrazioni è necessario utilizzare il cosiddetto bonifico parlante, che riporta specifiche informazioni fiscali.

Se viene utilizzato un bonifico ordinario o compilato in modo errato, è comunque possibile rimediare:

- rifacendo il pagamento dopo aver ottenuto il rimborso;

- oppure tramite una dichiarazione del fornitore che confermi di aver registrato correttamente l’importo ricevuto.

2 - Comunicazione all’Enea oltre i termini

Per gli interventi di efficientamento energetico è obbligatorio inviare i dati dei lavori all’Enea. La comunicazione deve essere trasmessa entro 90 giorni dalla conclusione dei lavori o dal collaudo. Se il termine viene superato, si può sanare la situazione tramite la procedura di remissione in bonis, che prevede il pagamento di una sanzione di 250 euro.

3 - Difformità

Un altro problema riguarda la corrispondenza tra quanto dichiarato nelle pratiche edilizie e ciò che viene effettivamente realizzato. Se gli interventi non rispettano quanto indicato nella Cila o nella Scia, l’immobile può risultare irregolare dal punto di vista urbanistico, con conseguenze anche sull’accesso alle detrazioni.

4 - Errori o mancanze nell’asseverazione tecnica

Per molti bonus è richiesta l’asseverazione di un professionista abilitato, come un ingegnere, un architetto o un geometra.

Questo documento certifica:

- la conformità dei lavori eseguiti;

- il rispetto dei requisiti tecnici previsti;

- la congruità delle spese sostenute.

In assenza di questa attestazione o in presenza di errori, il beneficio fiscale può essere revocato.

5 - Interventi che non rispettano i requisiti tecnici

I materiali e le soluzioni utilizzate devono rispettare precisi parametri tecnici. Ad esempio, infissi o impianti con prestazioni inferiori a quelle richieste per legge possono comportare la perdita dell’agevolazione, anche se il lavoro è stato regolarmente pagato.

6 - Errata classificazione dell’immobile

La percentuale di detrazione può cambiare in base alla tipologia dell’abitazione. In alcuni casi la detrazione arriva al 50% per la prima casa, mentre può scendere al 36% per altri immobili. Un errore nella classificazione dell’immobile può quindi portare all’applicazione di un’aliquota non corretta.

7 - Mancata conservazione dei documenti

È importante archiviare tutta la documentazione relativa ai lavori: fatture, bonifici, autorizzazioni edilizie e certificazioni tecniche. L’amministrazione finanziaria può effettuare verifiche anche diversi anni dopo: i controlli possono arrivare fino a cinque anni dopo l’ultima rata della detrazione

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