Certificato di vaccinazione falso per avere il Green pass: Pippo Franco rinviato a giudizio
Il comico è accusato di avere mentito durante il periodo Covid. A processo anche la moglie, il figlio e altre 15 persone tra cui un medico
Roma Il comico Pippo Franco è stato rinviato a giudizio insieme alla moglie e al figlio nell’ambito dell’inchiesta sui presunti falsi certificati di vaccinazione anti Covid utilizzati per ottenere il Green Pass durante l’emergenza sanitaria. L’accusa contestata è quella di falso in atto pubblico. Oltre alla famiglia dell’attore, saranno processate altre 15 persone per lo stesso reato. I legali ribadiscono che “non esiste alcuna prova” a carico dei loro assistiti.
Secondo quanto riportato da La Repubblica, Pippo Franco, il figlio Gabriele e la moglie Maria Piera sarebbero accusati di aver presentato, nel pieno della pandemia, una certificazione vaccinale non veritiera per ottenere la certificazione verde. Nel procedimento risultano coinvolte complessivamente 18 persone, tra cui anche il medico ritenuto responsabile della presunta falsificazione dei documenti vaccinali.
L’indagine, avviata dai carabinieri del Nas, avrebbe preso forma dopo aver rilevato una discrepanza tra il numero di dosi registrate dal medico – anche odontoiatra – e quelle effettivamente disponibili nel suo ambulatorio. Tra i certificati sospetti sarebbero emersi anche quelli riconducibili all’attore e ai suoi familiari. Stando all’impianto accusatorio, tra il 29 luglio e il 19 agosto 2021 il medico, in accordo con i tre, avrebbe predisposto false attestazioni, inserendole poi nel sistema informativo della Regione. Analoga procedura sarebbe stata seguita anche per il Green Pass rafforzato, ottenuto con la terza dose.
Inoltre, il 20 gennaio 2022, secondo la Procura, l’attore e i suoi familiari avrebbero indotto in errore il personale della Asl della Regione Lazio in merito all’effettiva somministrazione delle prime due dosi di vaccino.
