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Lavoro

Contratto scuola e ricerca, aumenti medi da 143 euro lordi: ecco come cambiano gli stipendi

Contratto scuola e ricerca, aumenti medi da 143 euro lordi: ecco come cambiano gli stipendi

Incrementi differenziati in base a ruolo e anzianità: nella scuola si va da 110 a 185 euro, nelle università da 95 a 150 euro, mentre negli enti di ricerca gli incrementi risultano più consistenti

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Roma Il rinnovo del contratto del comparto Istruzione e Ricerca si avvia con una proposta che prevede un aumento medio mensile lordo di 143 euro. La platea interessata è molto ampia: circa 1,3 milioni di lavoratori, pari a oltre un terzo dei dipendenti pubblici in servizio. Gli incrementi, però, non saranno uguali per tutti, perché varieranno in base alla qualifica e agli anni di anzianità.

Gli aumenti previsti per i docenti

Nella scuola gli adeguamenti stipendiali si collocheranno in una forbice compresa tra 110,16 e 185,38 euro lordi al mese. Per gli insegnanti della scuola dell’infanzia e primaria con anzianità compresa tra 0 e 8 anni l’aumento indicato nella bozza è di 110,16 euro, mentre per chi ha almeno 35 anni di servizio si arriva a 159,44 euro mensili. Per i docenti della scuola media gli incrementi previsti oscillano invece tra 119,24 e 176,67 euro, sempre in relazione agli anni di servizio. Nella scuola secondaria di secondo grado, i docenti con almeno 35 anni di carriera dovrebbero ottenere 185,38 euro lordi in più al mese. Per la fascia tra 28 e 34 anni di servizio l’aumento indicato è di 176,67 euro, mentre per chi ha tra 21 e 27 anni si attesta a 165,70 euro. I docenti laureati delle superiori senza anzianità maturata partirebbero da un incremento di 119,24 euro mensili.

Due fasi per il rinnovo del contratto

La trattativa procederà in due passaggi. Secondo quanto annunciato dal presidente dell’Aran, Antonio Naddeo, la sottoscrizione della parte economica potrebbe arrivare già il 1° aprile. In un secondo momento il confronto proseguirà sugli aspetti normativi. L’Aran, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni, è il soggetto che conduce il negoziato con i sindacati per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego.

Università, aumenti differenziati per profilo

La bozza prevede incrementi anche per il personale universitario. Le elevate professionalità avrebbero un aumento di 150,73 euro lordi al mese, i funzionari di 133,98 euro, i collaboratori di 117,45 euro e gli operatori di 111,92 euro. Più contenuto, invece, l’incremento previsto per collaboratori ed esperti linguistici, indicato in 95,29 euro mensili lordi.

Negli enti di ricerca gli incrementi più alti

Gli aumenti più rilevanti sarebbero quelli destinati agli enti di ricerca. Un dirigente tecnologo con almeno 30 anni di servizio arriverebbe a 463,35 euro lordi in più al mese, mentre per chi è all’inizio della carriera, con 0-2 anni di servizio, l’incremento previsto è di 253,30 euro.

Per un ricercatore l’aumento partirebbe da 155,06 euro lordi mensili nei primi anni di attività e salirebbe fino a 259,08 euro per chi ha almeno 30 anni di servizio. Un primo ricercatore con oltre 30 anni di anzianità beneficerebbe invece di un incremento di 343,73 euro al mese.

Afam e conservatori

Anche il personale dell’Afam, il settore dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica, rientra nella bozza di rinnovo. Per le elevate professionalità sono indicati aumenti fino a 222,47 euro lordi al mese. Per i funzionari la forbice va da 116,75 a 158,31 euro, mentre per gli assistenti da 101,19 a 135,32 euro. Nei conservatori, gli operatori vedrebbero una crescita della retribuzione mensile lorda di 90,79 euro con meno di 3 anni di servizio, di 104,28 euro nella fascia tra 15 e 20 anni e di 117,18 euro con 35 anni di anzianità.

Un quadro molto articolato

Il quadro che emerge dalla bozza è quello di un comparto molto articolato, nel quale l’impatto del rinnovo cambia sensibilmente da un settore all’altro. Nella scuola gli aumenti restano compresi entro soglie più contenute, mentre università, Afam ed enti di ricerca presentano differenze marcate tra profili professionali e livelli di esperienza.

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