La Nuova Sardegna

Il caso

L’avvocato usa l’IA per difendere il cliente ma cita quattro sentenze “fake”: sanzionato – ecco che cosa è successo

L’avvocato usa l’IA per difendere il cliente ma cita quattro sentenze “fake”: sanzionato – ecco che cosa è successo

Tradito dall’algoritmo il legale aveva depositato quattro falsi precedenti della Cassazione

2 MINUTI DI LETTURA





Siracusa La legge è uguale per tutti, anche per l’avvocato che durante la sua arringa, in difesa del suo cliente, ha citato quattro sentenze totalmente inventate dall’intelligenza artificiale.

«Il difensore si è avvalso di uno strumento di intelligenza artificiale generativa senza sottoporre gli output ottenuti alla doverosa verifica sulle fonti primarie». Così il tribunale di Siracusa lo ha sanzionato per aver fatto un uso scorretto dell’intelligenza artificiale nel difendere, appunto, il proprio cliente.

Sarà la fretta, sarà la distrazione, ma affidarsi ciecamente agli algoritmi – senza aver verificato la fonte – lo ha messo nei guai, a tal punto da indurre il giudice a dire che per il legale «si prefigurano gli estremi della colpa grave non potendosi più tollerare, allo stato attuale delle conoscenze tecnologiche diffuse, errori di tale natura, i quali – lungi dal costituire meri refusi o imprecisioni – nascono da colpevole negligenza». Si tratta dunque di un caso di “allucinazione”. L'algoritmo infatti aveva riportato alcuni passaggi di quattro sentenze della Cassazione che, seppur esistenti, parlavano di tutt'altro. Perché l’IA – hanno poi scritto i giudici – è uno strumento di supporto e non un sostituto del giudizio critico umano.

La decisione del Tribunale

L’intelligenza artificiale, nel rispondere a un determinato input, "inventa" le argomentazioni quando non trova quelle esatte su internet. La difesa aveva richiamato alcuni passaggi di quattro pronunce della Cassazione, riportandoli tra virgolette: a seguito di alcune verifiche, però, è emerso che tali citazioni appartenessero ad altre sentenze e non a quelle indicate.

La memoria difensiva è un fake

Quattro sentenze (errate) in una memoria difensiva, così il tribunale di Siracusa si è ritrovato a fare i conti con il legale che citava quattro precedenti giurisprudenziali ascritti alla Cassazione a sostegno delle proprie tesi. Il fatto è che qualcosa non quadrava. E’ bastata una ricerca per scoprire che l’avvocato aveva riportato le sentenze sbagliate che nulla avevano a che fare col caso affrontato dal tribunale. 

Ecco che l’abbaglio non poteva che essere legato alle cosiddette “allucinazioni” dell’intelligenza artificiale che quando non trova tesi a sostegno le «inventa». Nessuno di quei pronunciamenti era mai stato emesso dalla Suprema Corte e “nessuna delle sentenze citate conteneva i passaggi riportati dal legale”. Da qui la reprimenda del giudice: «Output non verificati sulle fonti primarie». Che ha fatto scattare la sanzione. 

Primo Piano
Serie A

Cagliari- Napoli: 0-1. Finora decide il gol di McTominay, ci prova Gaetano- LA DIRETTA

di Gianna Zazzara
Le nostre iniziative