Harry, Deborah e Cleopatra: ecco come nascono i nomi di tempeste e cicloni e chi li sceglie
L’Europa è divisa in gruppi di nazioni, l’Italia fa parte di quello denominato Mediterraneo centrale
Sassari La sostanza è chiara: vince chi arriva prima. Il premio è la possibilità di battezzare la tempesta (o ciclone) in arrivo anche se, in effetti, esiste già una lista che riporta le generalità di 19 tempeste. Una per lettera, escluse l’h e la q.
Il procedimento è stato codificato nel 2013, quando l’Eumetnet, l’organizzazione intergovernativa europea che facilita la cooperazione tra i servizi meteorologici e idrologici nazionali d’Europa, ha istituito il progetto “Storm naming” per denominare le tempeste più intense, come già avviene negli Usa per gli uragani. Si è creato quindi un task team permanente che ha l'obiettivo di far nominare ai servizi meteorologici nazionali le tempeste per l’intera Europa.
Per quanto riguarda l’Italia, tutto parte dal Centro nazionale di meteorologia e climatologia di Pratica di Mare, che fornisce giornalmente alla Protezione Civile previsioni di fenomeni meteorologici intensi validi per tutta la nazione.
Per questo programma l’Europa è stata suddivisa in sei gruppi di nazioni. L’Italia appartiene al gruppo del Mediterraneo centrale, insieme a Slovenia, Croazia, Macedonia del Nord, Montenegro e Malta. Il battesimo della tempesta avviene in coordinamento con gli altri servizi meteorologici nazionali del gruppo, formato da Arso Meteo per la Slovenia, Dhmz per la Croazia, Yxmp per la Macedonia del Nord, l’ufficio meteo dell’aeroporto Internazionale di Malta e l’Ihms per il Montenegro.
I nomi vengono scelti dal Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare insieme ai servizi meteorologici nazionali del gruppo del Mediterraneo centrale e vengono pubblicati ogni anno il primo di settembre, in ordine alfabetico e alternando i generi. Tra i criteri adottati si è puntato, in passato, a favorire il ricordo delle origini della cultura mediterranea come la mitologia greca e romana, ma anche avere una buona diffusione nei Paesi balcanici, e scegliere nomi brevi e di facile pronuncia anche per le lingue balcaniche.
In accordo con le linee guida impartite da Eumentet, il servizio meteologico italiano (come fanno gli altri servizi meteorologici del sistema europeo) nomina una tempesta solo quando vengono soddisfatti quattro criteri specifici. Il primo è che nessun altro servizio meteorologico nazionale europeo abbia già nominato la tempesta. Il secondo è che l’Italia deve essere la prima nazione europea ad essere colpita dalla tempesta. Il terzo richiede che la tempesta sia associata a un’area ciclonica con diametro compreso tra qualche centinaio e qualche migliaio di chilometri. Il quarto criterio prevede che la velocità del vento associata corrisponda al colore arancione o rosso di Meteoalarm, almeno forza 9 della Scala Beaufort per circa sei ore, ovvero burrasca forte con vento uguale o superiore a 41 nodi o 76 chilometri orari.
