Allarme salmonella nelle uova, i consigli dell’esperto: cosa fare e quando preoccuparsi
Dopo il richiamo di alcuni lotti prodotti in Sardegna, il microbiologo Sergio Uzzau spiega quali sono i rischi reali, i sintomi da osservare e le precauzioni da seguire
Sassari Dopo il richiamo precauzionale di alcune partite di uova fresche prodotte in Sardegna per la possibile presenza di Salmonella, l’attenzione si concentra ora soprattutto sui comportamenti da adottare in casa e sui rischi per la salute. A fare chiarezza è Sergio Uzzau, professore ordinario di microbiologia clinica dell’università di Sassari e dell’Azienda ospedaliero universitaria.
Quali sono i rischi per la salute
Secondo l’esperto, il pericolo principale è lo sviluppo di una gastroenterite. I sintomi più comuni sono soprattutto diarrea e disturbi intestinali, in un quadro che nella maggior parte dei casi tende a risolversi da solo nel giro di pochi giorni. La durata, spiega Uzzau, può andare da due a sette giorni. Nella generalità dei casi si tratta dunque di una patologia a bassa gravità, ma questo non significa che il problema debba essere sottovalutato.
Chi deve prestare più attenzione
Le conseguenze possono essere più pesanti nelle persone fragili. Il microbiologo indica in particolare bambini, anziani, soggetti immunodepressi e donne in gravidanza come le categorie più esposte a forme più severe e a possibili complicazioni. La malattia, chiarisce, resta la stessa, ma in questi pazienti può manifestarsi con maggiore intensità.
Quando possono comparire i sintomi
I tempi non sono uguali per tutti. La comparsa dei sintomi dipende sia dalla carica batterica sia dalle condizioni della persona colpita, come età e stato di salute. I disturbi possono iniziare già dopo sei ore, ma in altri casi anche dopo due giorni.
Come si affronta l’infezione
Uzzau spiega che in genere non esiste una terapia specifica. Il trattamento è soprattutto sintomatico: se compaiono febbre o vomito si interviene per controllare i sintomi. L’aspetto più importante, però, è l’idratazione.
I consigli per i consumatori
Per chi acquista uova, il primo punto resta il rispetto delle indicazioni di scadenza. L’esperto sottolinea inoltre che non esiste un modo per capire a occhio se un uovo possa essere contaminato. Un altro elemento decisivo riguarda la cottura. Se le uova vengono consumate ben cotte, osserva Uzzau, il problema è praticamente inesistente. Il rischio può invece esserci in caso di consumo di uova crude o poco cotte, se è presente una contaminazione. Proprio per questo, nelle persone più fragili, la prudenza deve essere massima e il consumo di uova crude andrebbe evitato in ogni caso.
Il richiamo e il sistema dei controlli
Per il microbiologo, il ritiro dei lotti non è il segnale di un fallimento dei controlli, ma al contrario la conferma che il sistema di sorveglianza funziona. Negli allevamenti avicoli vengono eseguiti controlli specifici per individuare eventuali microrganismi e, quando emerge anche solo un sospetto, il ritiro scatta sull’intero lotto potenzialmente coinvolto. Si tratta quindi di una misura prudenziale, pensata per tutelare i consumatori anche nei casi in cui la contaminazione possa riguardare solo una parte limitata della produzione. (m.s.)
