La Nuova Sardegna

Il report

I turisti stranieri in Sardegna superano quelli italiani, ecco come cambia il mercato: tutti i numeri

di Claudio Zoccheddu
I turisti stranieri in Sardegna superano quelli italiani, ecco come cambia il mercato: tutti i numeri

Tedeschi, svizzeri e francesi superano i visitatori nazionali. Nell’ultimo triennio è aumentata anche la durata dei soggiorni

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Sassari L’obiettivo è chiaro: migliorare. La “destinazione Sardegna” cerca di consolidare il posto al sole guadagnato nell’orizzonte turistico nella prossima stagione, ormai pronta a partire. Perché quella che era stata annunciata come una partenza ad handicap, a causa della Pasqua “bassa”, si è improvvisamente trasformata in un’occasione da sfruttare dopo lo scoppio della guerra in Iran e il conseguente blocco del turismo nei paesi affacciati sul Golfo Persico. La tendenza in crescita nell’ultimo triennio (2023-2025) potrebbe essere confermata. Rimane da capire se l’isola metterà confermerà anche i dati registrati negli ultimi anni.

Boom degli stranieri

Secondo i dati diffusi dall’assessorato al Turismo, negli ultimi tre anni la forbice delle presenze si è allargata a favore degli stranieri: nel 2023 italiani e stranieri si dividevano equamente le percentuali di presenze turistiche, 50 e 50, nel 2024 gli stranieri hanno messo la freccia, 53 e 47, nel 2025 il divario è aumentato, 56 e 44. Un’ottima notizia per il mercato sardo perché uno dei focus più interessanti riguarda la spesa media, decisamente più alta quando a pagare è il visitatore non italiano. I primi in classifica sono gli americani, per distacco. La transazione media è di 80 euro, quasi il doppio rispetto agli italiani più spendaccioni, i veneti, che si fermano a 43 euro. Chiaramente il numero di presenze Usa non può essere paragonato, sono noni con 121.118 arrivi e 400.860 presenze, ma è vero che dal 2023, i numeri sono raddoppiati, 69.112 arrivi e 218.727. Con un presupposto simile, il volo diretto Olbia-New York diventa un fattore destinato a cambiare le classifiche. Decisamente sopra la media italiana anche svizzeri (67,30 euro a transazione), tedeschi (53,12 euro) e austriaci (50, 53). Un altro aspetto che rende il mercato straniero sempre più interessante è la permanenza media nell’isola, in crescita costante dal 2023 con gli inglesi che dominano la classifica, 5,10 giorni di media, seguiti da tedeschi e svizzeri.

Bassa stagione

Chiaramente, che siano stranieri o italiani, la Sardegna ingrana la quinta quando arriva l’estate. Giugno, luglio, agosto e settembre sono i mesi clou, nel 2025 solo ad agosto le presenze complessive nell’isola hanno superato quota 5 milioni e 400mila mentre a luglio la quota dei 5 milioni è stata sfiorata. Niente di nuovo, insomma. Quello che invece salta all’occhio è “l’allungamento” su ottobre e aprile. Partendo da aprile, nel 2023 le presenze erano poco meno di 497mila, nel 2025 sono diventate 757mila. Pesa la Pasqua alta (20 aprile), ovviamente, ma l’incremento è comunque altissimo. Il vero boom della bassa stagione, però, è stato registrato lo scorso ottobre. Complice un meteo sicuramente favorevole, l’isola ha registrato più di un milione e 400mila presenze. Nel 2023 erano state 961mila. Dietro l’exploit ottobrino non c’è solo la casualità di un meteo benevolo ma il risultato di un programma studiato per valorizzare la spalla autunnale. Secondo i dati diffusi dall’assessorato al Turismo, ottobre è il mese in cui è stato concentrato il maggior numero di eventi, 100 (il secondo è agosto con 68), finanziati dalla Regione. Con il 21% delle partnership concentrate su ottobre, il calendario turistico si è allungato di un mese rimandando il letargo a novembre. Con un trend in costante aumento nell’ultimo triennio, anche le aspettative per il 2026 sono piuttosto alte. Non resta che attendere.

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