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La polemica

Paolo Zampolli, chi è l’imprenditore amico di Trump finito negli Epstein Files e nel mirino di Fedez

Paolo Zampolli, chi è l’imprenditore amico di Trump finito negli Epstein Files e nel mirino di Fedez

L’imprenditore nega ogni coinvolgimento, il rapper: «È nella lista»

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Una carriera costruita tra affari, diplomazia e relazioni ad altissimo livello. Il nome di Paolo Zampolli torna al centro dell’attenzione mediatica per uno scontro legale che incrocia politica, spettacolo e uno dei casi più controversi degli ultimi anni.

Imprenditore italo-americano, Zampolli è noto soprattutto per il suo legame con Donald Trump, con cui intrattiene rapporti da decenni. Attivo tra New York e altri contesti internazionali, ha costruito la sua fortuna tra il settore immobiliare e quello della moda, fondando agenzie e sviluppando relazioni nel mondo del lusso. Nel tempo ha ricoperto anche incarichi diplomatici, rafforzando un profilo che unisce business e rappresentanza istituzionale.

Figura spesso associata ai circuiti del potere statunitense, Zampolli ha più volte rivendicato il proprio ruolo di imprenditore e mediatore internazionale, respingendo qualsiasi accostamento a vicende giudiziarie o scandali. Tra questi, quello legato a Jeffrey Epstein, nome che negli ultimi anni è diventato sinonimo di uno dei più gravi casi di traffico e abuso a livello globale.

Cosa è successo

Proprio su questo punto si innesta la vicenda che lo vede contrapposto a Fedez. Tutto nasce da una puntata del “Pulp Podcast”, realizzata insieme a Mr. Marra, in cui si affronta il tema degli Epstein files. Durante la trasmissione, il nome di Zampolli viene citato in relazione a ricostruzioni e dichiarazioni di terzi, oltre che in alcuni contenuti social collegati alla puntata.

Secondo Zampolli, quelle affermazioni avrebbero generato un collegamento improprio tra la sua figura e lo scandalo Epstein, con gravi ricadute sulla sua reputazione internazionale. Da qui la decisione di procedere per vie legali: una querela per diffamazione aggravata depositata alla Procura di Milano, accompagnata da una richiesta di risarcimento che parte da 5 milioni di euro.

Nel mirino, oltre al podcast, anche un post pubblicato su Instagram in cui si faceva riferimento al suo nome con toni ritenuti lesivi. Zampolli respinge ogni accusa, negando qualsiasi coinvolgimento nel caso Epstein e ribadendo la correttezza del proprio operato, anche rispetto ad altre vicende finite sui giornali, come quella - riportata dal New York Times - relativa a una richiesta di informazioni all’Ice riguardante la sua ex compagna. Episodio che lo stesso imprenditore ha ridimensionato, parlando di un’iniziativa legata esclusivamente alla tutela del figlio.

La risposta di Fedez

Sul fronte opposto, la difesa di Fedez rivendica il diritto di cronaca: secondo i legali del rapper, i contenuti del podcast si limiterebbero a riportare fatti già pubblici e dichiarazioni altrui, senza esprimere accuse dirette o giudizi personali. Sulla vicenda è intervenuto di persona anche Fedez, con delle storie Instagram. «Vuole venire a Pulp Podcast per replicare?” scrive. «

«Facciamo notare ai giornalisti che stanno riportando la notizia che “Pulp” ha associato Zampolli agli Epstein Files – scrive Fedez - che noi non abbiamo associato un bel niente. Zampolli è negli Epstein Files».

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