Contratto Scuola 2025-2027, firmato il rinnovo: aumenti per oltre un milione di dipendenti
Intesa siglata all’Aran con tutte le organizzazioni sindacali, compresa la Cgil. Previsti incrementi medi mensili di 143 euro per i docenti e 107 euro per il personale Ata
Roma È stato firmato questa mattina all’Aran il rinnovo della parte economica del contratto collettivo nazionale del comparto Istruzione e Ricerca per il triennio 2025-2027. L’intesa riguarda oltre un milione di dipendenti tra istituzioni scolastiche ed educative, università, enti pubblici di ricerca e istituzioni dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica.
L’accordo è stato sottoscritto da tutte le organizzazioni sindacali, compresa la Cgil. Il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, ha parlato di “obiettivo raggiunto”, sottolineando che si tratta del terzo rinnovo per il comparto dall’inizio della legislatura, dopo quelli relativi ai trienni 2019-2021 e 2022-2024.
Secondo il governo, considerando gli ultimi tre contratti firmati, l’aumento medio complessivo sulle buste paga arriva a 395 euro, con incrementi del 16 per cento per 1,3 milioni di lavoratrici e lavoratori del settore. Zangrillo ha anche ricordato che sono già state stanziate le risorse per il triennio successivo 2028-2030.
Soddisfazione è stata espressa anche dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che sui social ha definito l’intesa un nuovo passo nel percorso di aumento dei salari, e dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, che ha parlato di “risultato storico”.
Il presidente dell’Aran, Antonio Naddeo, ha evidenziato invece la rapidità con cui si è chiusa la parte economica di un contratto definito complesso, osservando che, per la prima volta nella storia della contrattazione collettiva pubblica, il comparto Istruzione e Ricerca è stato il primo a essere firmato.
Nel dettaglio, il nuovo contratto prevede incrementi medi mensili di 143 euro per gli insegnanti della scuola e di 107 euro per il personale Ata. Per finanziare questa tornata contrattuale sono stati messi a disposizione 1,1 miliardi nel 2025, 2,2 miliardi nel 2026 e 3,3 miliardi a decorrere dal 2027.
Gli aumenti varieranno in base a qualifica, anzianità di servizio e amministrazione di appartenenza. Nella scuola, per i docenti gli incrementi tabellari andranno da 110,16 a 185,38 euro. Per i collaboratori si arriverà fino a 110,84 euro, mentre per quelli con minore anzianità l’aumento indicato è di 85,77 euro al mese. Gli operatori avranno aumenti compresi tra 125 e 161 euro, gli assistenti tra 95 e 128 euro, mentre funzionari ed elevate qualificazioni potranno arrivare fino a 194,57 euro.
Nelle università, le elevate professionalità avranno un aumento mensile a regime di 158 euro lordi, i funzionari di 140 euro e collaboratori ed esperti linguistici di 106 euro. Per il personale Afam sono previsti incrementi fino a 225,24 euro per i docenti e fino a 180 euro per i ricercatori. Gli aumenti più elevati riguarderanno però gli enti di ricerca, dove si potrà arrivare fino a 463,35 euro lordi in più al mese.
Sul fronte degli arretrati, nella scuola l’importo medio indicato è di 812 euro, mentre negli enti di ricerca può arrivare fino a 1.253 euro.
Secondo quanto trapela, i prossimi negoziati dovrebbero concentrarsi sulla conciliazione tra vita e lavoro, sulle tutele per il personale fragile e per i caregiver, oltre che su alcune agevolazioni per i dipendenti della scuola. Tra i temi che potrebbero entrare nella seconda fase della trattativa c’è anche la possibilità di convenzioni con le banche per mutui a tassi agevolati destinati agli insegnanti per l’acquisto della prima casa. Resta inoltre aperta la questione dei buoni pasto, benefit dal quale i docenti sono attualmente esclusi.
