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Olbia

Tribunale

Truffa dei motori marini, il broker nautico condannato si difende: «Sono innocente»

Truffa dei motori marini, il broker nautico condannato si difende: «Sono innocente»

Gli è stata inflitta una pena 8 mesi con l’accusa di aver venduto vecchi Mercury spacciandoli per nuovi

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Olbia È pronto a ricorrere in appello Elias Mundula, broker nautico, 51 anni, domiciliato a Porto Rotondo, condannato nei giorni scorsi per truffa a 8 mesi di reclusione dal tribunale di Tempio (senza sospensione condizionale della pena), e al pagamento di una provvisionale di 15mila euro alla vittima del raggiro. Lui si dichiara innocente. Per il difensore dell’imputato, l’avvocato Gianluca Aste, del foro di Cagliari, non c’è stata nessuna truffa. «Rispettiamo la sentenza – dice il penalista – ma contestiamo integralmente l’impianto accusatorio, perché riteniamo che a dibattimento siano emerse le prove dell’assoluta innocenza e buona fede di Elias Mundula, che è sereno e confida che le sue ragioni saranno riconosciute dalla Corte d’Appello, davanti alla quale presenteremo impugnazione. Quando verrà depositata la sentenza del Tribunale di Tempio, tra 30 giorni, ne conosceremo le motivazioni e valuteremo quali elementi difensivi non sono stati valorizzati».

La vicenda giudiziaria al centro del processo risale al 2018 e riguarda due motori marini marca Mercruiser venduti, secondo le accuse, per 40mila euro, come se fossero del 2016-2017, mentre la casa produttrice Mercury – come riportato nel capo d’imputazione – ha certificato che fossero del 2005. I motori sarebbero stati acquistati dall’imputato insieme alla barca per 5mila euro per ricavarne pezzi di ricambio in quanto immatricolati all’estero e privi del relativo libretto, ma erano stati re-immatricolati in Italia con data 2016-2017 facendoli apparire nuovi e appetibili all’acquisto. Questo l’impianto accusatorio nei confronti del broker nautico. Che ora, dopo la condanna in primo grado, cercherà di far valere le proprie ragioni davanti ai giudici di secondo grado. La vittima del raggiro era costituita parte civile con l’avvocato Marco Petitta. (t.s.) 

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