Rincari energia, è allarme costi per il sistema agroalimentare isolano – I rischi
Gli aumenti si ripercuotono sul prezzo finale del prodotto. Le preoccupazioni di Confartigianato Sardegna
Sassari Lievitano i costi della food economy artigiana sarda. Allarme per produzione, trasporto e materie prime. Bolletta energia su dell’11%, gas +20% e prezzo cacao +17%.
Lievitano ma purtroppo ad aumentare in volume e in bontà non sono panini, colombe, pizze, dolci e tutte le altre prelibatezze della food economy della Sardegna. Sono i costi di produzione, dovuti ai rincari generalizzati di materie prime, energia, gas, trasporti e packaging che si ripercuotono sul prezzo finale del prodotto.
L’allarme arriva dalle 2.700 imprese artigiane dell’alimentare della Sardegna, (alimentari vari, birrifici, caseari, cioccolatieri, gelatieri e pasticceri, lavorazione carni, molitori, panificatori,
pastai e ristorazione) un settore ormai da molti anni messo sotto pressione dall’aumento esponenziale dei costi diretti, che denuncia la pericolosità dell’impatto dell’ennesima crisi negli ultimi 6 anni.
«Molti sono i fattori che impensieriscono le nostre aziende - afferma Giacomo Meloni, presidente di Confartigianato imprese Sardegna - ma ciò che oggi crea più preoccupazione è sicuramente il rincaro degli energetici: elettricità e gas in primis ma anche il gasolio per l’autotrasporto».
«Il settore si aspetta un contraccolpo importante proprio sull’energia - aggiunge - già nei giorni passati, in fatti, le aziende sono state avvertite dai fornitori del fatto che con l’inizio di aprile i prezzi verranno ritoccati al rialzo».
Per Confartigianato Sardegna il rischio è che a partire dai prodotti alimentari si scateni ulteriormente l’inflazione.
In pasticceria
Secondo l’Ufficio Studi di Confartigianato Sardegna, nella produzione dei dolci di pasticceria persistono tensioni sui costi di alcune materie prime, in particolare per il cacao e il cioccolato. A febbraio 2026 si registrano rincari significativi per il cacao in polvere (+17,0% su base annua), il caffè (+12,9%) e il cioccolato (+6,8%).
Sul fronte dei prezzi al consumatore, a febbraio 2026 il prezzo delle consumazioni di prodotti di gelateria e pasticceria segna un aumento del 3,1% su base annua, su cui influisce l’aumento dei costi. Per i prodotti con un maggiore utilizzo di materie prime il cui costo è soggetto ad una maggiore pressione, come le uova di cioccolato, i prezzi al consumo possono presentare una dinamica più marcata.
Panifici
Le stime elaborate dai consorzi energia di Confartigianato ipotizzano per l'energia elettrica un aumento del costo della materia prima che varia, a seconda della tipologia delle aziende, del 7-9% rispetto a gennaio e del 21-24% rispetto a febbraio.
In fattura, tenendo conto di tutte le voci (trasporto e oneri di sistema), si ipotizza un aumento finale dal 2% al 3% in marzo (su gennaio) e dal 7% all'11% di marzo (su febbraio). A essere più esposti sarebbero attività come parrucchieri e panifici.
Per quanto riguarda invece il gas, si stima un aumento del costo dell'intera fattura di marzo, al netto dell'Iva, fra il 12% e il 16% in più rispetto a gennaio e fra il 18% e il 20% rispetto a febbraio.
Particolarmente pesanti per attività energivore come panifici, lavorazione delle pelli e officine.
