Continuità territoriale, Aeroitalia respinge le accuse su ritardi e mezzi più piccoli: «Una necessità tecnica»
La compagnia: la gestione dei voli regionali comporta inevitabili variabili tecniche
Cagliari Un’ora fermi in pista nell’attesa che l’aereo decolli può sembrare semplicemente un ritardo. Oppure diventare il simbolo di un intero sistema da mettere sotto accusa. È su questa seconda lettura che Aeroitalia replica alle critiche emerse dopo il debutto della nuova continuità territoriale tra Alghero e Roma. Al centro della polemica, le proteste di alcuni passeggeri per un volo partito sessanta minuti dopo il previsto, descritto come il segnale di una macchina fragile, costruita su rotazioni serrate e margini minimi. Una ricostruzione che la compagnia contesta, invitando a distinguere tra episodio e sistema. «Le osservazioni trascurano il contesto operativo e le difficoltà strutturali di queste rotte», spiegano da Aeroitalia, sottolineando come la gestione dei voli regionali comporti inevitabili variabili tecniche.
La compagnia rivendica il proprio impegno nella continuità territoriale, definita «un servizio di importanza sociale e strategica» che incide direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini sardi. «Stiamo rispondendo concretamente alle esigenze di mobilità», evidenziano da Aeroitalia, ricordando che il collegamento con il resto del Paese non è un servizio accessorio, ma una necessità.
Tra le critiche più dure, ci sono quelle rivolte agli aeromobili, descritti come «d’anteguerra» o comunque inadeguati agli standard attuali. E la replica non si fa attendere: «Scegliere velivoli regionali non è una questione di modernità o nostalgia, ma una necessità tecnica e gestionale». Aerei di questo tipo, spiegano, sono fondamentali per garantire «affidabilità, sicurezza e continuità su rotte di breve percorrenza», dove servono mezzi «agili e versatili».
La compagnia precisa inoltre che «gli aerei attualmente impiegati sono più nuovi di un anno di produzione rispetto a quelli utilizzati fino a pochi giorni fa», smentendo l’immagine di una flotta obsoleta. Quanto alla configurazione interna, «è vero, la cabina non offre le dimensioni di voli intercontinentali, ma su una tratta come l’Alghero-Roma serve soprattutto un trasporto puntuale, efficace e sicuro».
Anche l’episodio dello spostamento dei passeggeri per bilanciare il carico, viene ridimensionato. «Non si tratta di una stranezza o di una mancanza», chiarisce la compagnia, «bensì di una prassi comune nell’aviazione regionale», adottata come «scelta di responsabilità nei confronti della sicurezza di tutti».
Aeroitalia respinge insomma la narrazione di un sistema fragile, pur senza negare le criticità fisiologiche di un servizio complesso. «Il nostro impegno quotidiano merita di essere valutato con attenzione e rispetto, nella consapevolezza che pur senza effetti speciali viene garantito un servizio essenziale per tanti cittadini».
