Scoperto giacimento di gas al largo dell’Egitto: l’annuncio cruciale durante la Guerra in Iran – I dettagli
Il potenziale aiuto mentre gli attacchi fanno impennare i costi delle importazioni, Eni: «Nuova riserva, àncora di salvezza»
Roma Mentre la guerra con l’Iran fa impennare i costi delle importazioni di energia, Eni annuncia la scoperta di un significativo giacimento di gas in Egitto, in seguito della perforazione del pozzo esplorativo Denise W 1, nella concessione Temsah, situata al largo del Mediterraneo orientale. In una nota si parla di «stime preliminari» che «indicano circa 2 trilioni di piedi cubi (Tcf) di gas (circa 56 miliardi di metri cubi) inizialmente in posto (GIIP) e 130 milioni di bbl di condensati associati».
L’annuncio del colosso energetico italiano arriva a poche ore dal discorso choc agli Stati Uniti del presidente Trump («elimineremo un intero paese») offrendo al Cairo e al resto del continente europeo «una possibile ancora di salvezza grazie alla nuova riserva appena scoperta».
«Denise W si trova a 70 km dalla costa, a una profondità d’acqua di 95 metri e a meno di 10 chilometri dalle infrastrutture esistenti», si legge nella nota dell’Eni: «Ciò consente significative sinergie per uno sviluppo accelerato. Analogamente al vicino giacimento Temsah, in produzione dal 2001, presenta un serbatoio di arenarie mineralizzate a gas di eccellente qualità, con circa 50 metri di net pay».
La scoperta evidenzia l’impegno di Eni nel supportare gli obiettivi nazionali dell’Egitto di incrementare le riserve e aumentare la produzione di gas, contribuendo così al rafforzamento della sicurezza energetica del Paese.
La perforazione del pozzo Denise W 1 segue l’accordo vincolante firmato nel luglio 2025 con EGPC ed EGAS per il rinnovo ventennale della Concessione Temsah. Eni è presente in Egitto dal 1954 e oggi detiene un portafoglio diversificato che comprende esplorazione, sviluppo e produzione, con una produzione di petrolio e gas pari a 242 kboed equity nel 2025.
