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Gli studenti dell’Alberghiero di Pesaro preparano un pranzo ispirato a Grazia Deledda

Gli studenti dell’Alberghiero di Pesaro preparano un pranzo ispirato a Grazia Deledda

L’iniziativa rientra nella rassegna organizzata dall’Associazione sarda “Eleonora d’Arborea”

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Pesaro Un corso di cucina sarda e un pranzo ispirato alle “ricette” deleddiane. È la nuova tappa della rassegna “Un anno con Grazia” che celebra i cento anni dall’assegnazione del Premio Nobel per la Letteratura alla scrittrice sarda. Il nuovo evento è in calendario per giovedì 16 aprile 2026, alle 12.30 nell’Istituto alberghiero Santa Marta di Pesaro.

“Inchiostro e armidda: il banchetto deleddiano” è il titolo dell’omaggio culinario a Grazia Deledda. Durante la mattina gli allievi della classe 5ª A di cucina e la 4ª D della sezione di pasticceria si cimenteranno nella preparazione di un menù completo: antipasti sardi, pane frattau, fregula, sebadas e casadinas. Saranno assistiti dall’insegnante di cucina Fabio Ferrantino, dallo chef Franco Lubelli e da alcune socie volontarie dell’Associazione sarda “Eleonora d’Arborea” che curano le tradizioni della cucina sarda in territorio di Pesaro.

Il pranzo è previsto per le 12.30; per partecipare occorre prenotarsi (333 3361384); costo 20 euro, il ricavato andrà alla scuola.

«La cucina sarda è figlia della sua cultura orale tramandata tra le mura di casa» scrivono Giovanni Fancello e Sara Chessa, autori del saggio “Grazia Deledda e il cibo” (Arkadia editore).

I viaggiatori stranieri che visitavano la Sardegna tra Otto e Novecento lamentavano l’assenza di trattorie e non sono pervenute descrizioni di ricette o piatti tipici ma solo descrizioni della sua natura selvaggia, delle sue arcaiche e primitive feste religiose, della sua povertà. La cucina non era mai stata presa in considerazione. Soltanto Grazia Deledda, nei racconti e romanzi, lascia dettagliate descrizioni di quello che i suoi personaggi preparavano e mangiavano. La Deledda, dunque, non fu solo scrittrice ed etnografa ma anche storica della cucina, visto che i piatti della sua Barbagia continuano ad essere preparati ancora oggi; da quelli più poveri a base di verdure ai banchetti delle feste dove agnello e porcetto non mancavano mai. «Può essere quindi considerata – sottolinea Ninna Cabiddu, presidente del Circolo dei sardi di Pesaro – una straordinaria testimonial non solo della cucina sarda ma anche di quella di Cicognara in provincia di Mantova, il paese del marito Palmiro Madesani, dove la sua descrizione del piatto più famoso ‘Gnoc a la mulinera’ rimane ancora l’unica attendibile». Si tratta di un piatto povero, come quelli della sua isola, che oggi è riconosciuto come eccellenza locale e Presidio dell’Arca del Gusto Slow Food. 

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