La Nuova Sardegna

Difesa

L’allarme del comitato: «Poligoni militari ed esercitazioni, chiediamo dati trasparenti sugli impatti ambientali»

PARDOVINO
L’allarme del comitato: «Poligoni militari ed esercitazioni, chiediamo dati trasparenti sugli impatti ambientali»

Alessandra Berry (Co.mi.pa.): «La Regione rischia di essere estromessa da ogni decisione su quei territori»

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Sassari C’è un passaggio della proposta di legge al centro delle proteste, anzi nella sua relazione illustrativa, abbastanza emblematico. Si legge che «l’autonomia regionale differenziata» può «intralciare» la gestione della Difesa e della Sicurezza nazionale. Si tratta quindi di levare un intralcio. Le vedette del Co.mi.pa. invece sono sempre lì che vigilano e pronte ad aggiungere interlocuzioni, a proporre incontri e tavoli aperti. A far sì che ogni decisione sul futuro dei poligoni e delle aree interessate da strutture militari nell’isola arrivi dopo confronti tra Stato e Regione. E non facendo mettere al ministero della Difesa il pilota automatico.

Stavolta l’allarme del comitato misto paritetico per le servitù militari dell’isola riguarda la possibile approvazione della proposta di legge di Fratelli d’Italia. «Se la legge così come proposta venisse approvata, non potrà che conseguirne l’estromissione della Regione dalle decisioni relative a detti territori a partire dal tema di tutela della salute e dell’ambiente», è quello che si legge nella nota diffusa dal comitato.

Questa proposta di legge si inserisce «in una condizione che è quella dell’attuale contesto internazionale, ma ciò non toglie che tutela della salute e tutela ambientale non possono essere mai messi in secondo piano», commenta a margine Alessandra Berry, membro del comitato, ex consulente in materia del presidente della Regione dal 2015 al 2019 durante la giunta Pigliaru.

Ma cosa significa avere a che fare con i poligoni per chi vive, lavora, coltiva la terra, alleva il bestiame e fa turismo? «Rispetto al passato sono stati fatti grandi passi avanti, basti pensare all’obbligatorietà del registro dei sistemi d’arma e delle munizioni utilizzate nelle esercitazioni e le bonifiche, lo smaltimento dei materiali successivamente alla chiusura delle attività esercitative. È la norma il cui estensore è Gian Piero Scanu. Con questa norma non sarebbero stati possibili i “brillamenti” nel poligono di Perdasdefogu o lo scandalo del poligono Delta di Capo Teulada, che fu dichiarato perpetuamente interdetto perché non bonificabile».

Ma un tema che rimane caldo è «la mancanza di dati trasparenti sugli impianti ambientali» prodotti in maniera indipendente. Rimane un nodo da sciogliere, spiega Berry, l’istituzione di osservatori ambientali indipendenti che era prevista «nell’accordo con la Difesa sottoscritto nel dicembre 2018».

Il Co.mi.pa. cerca di tenere alta l’attenzione per evitare decisioni prese unilateralmente. È il caso, cita Berry, di quando «venne richiesto dal governo il rinnovo della servitù dell’isola di Santo Stefano alla Maddalena, il Co.mi.pa. si era espresso negativamente e da lì il presidente della Regione aveva potuto chiedere di essere audito in Consiglio dei ministri e da lì ricominciò tutto il dibattito». Oggi il dialogo con la Regione è fermo: «Abbiamo più volte cercato dei contatti diretti, e francamente non abbiamo avuto molto riscontro. Siamo tecnici della materia, riteniamo di poter dare un supporto». (p.ard.)

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