I nuovi programmi dei licei: torna la geografia, cambia la matematica, entra l’intelligenza artificiale – Ecco da quando
Consultazione al via: matematica più applicata alla realtà, filosofia anche pratica, focus su relazioni e pensiero critico
Roma È pronta la bozza della riforma delle indicazioni nazionali dei licei. Il testo, elaborato dalla commissione di esperti voluta dal ministro Giuseppe Valditara e già esaminato dallo stesso ministro, entra ora nella fase di consultazione prima dell’approvazione definitiva. Se il calendario sarà rispettato, le nuove indicazioni entreranno in vigore dal 2027: anche in caso di via libera anticipato, saranno necessari tempi tecnici per l’adeguamento e la ristampa dei libri di testo.
Dal ministero dell’Istruzione e del Merito sottolineano che non si tratta di un aggiornamento formale dei programmi, ma di un intervento più ampio sull’impianto educativo dei licei, con l’obiettivo di collegare i contenuti alla realtà contemporanea e rafforzare la motivazione degli studenti all’apprendimento.
Ritorna la geografia
Tra le novità principali c’è il ritorno della geografia come disciplina autonoma nel primo biennio, separata dalla storia e con manuali dedicati. Viene così superato il modello della “geostoria”, oggi organizzata in un unico volume. Per quanto riguarda la storia, l’impostazione si amplia fino ad includere scenari più recenti, come i nuovi equilibri geopolitici e la cosiddetta “svolta cinese”. La prospettiva resta centrata su Italia e Occidente, scelta che in passato ha suscitato critiche. Il ministero chiarisce che non si tratta di una visione riduttiva, ma del riconoscimento del contributo di questa tradizione alla formazione del mondo moderno, in termini di istituzioni, diritti e sviluppo scientifico.
Matematica, meno tecnica e più comprensione
Cambia anche l’approccio alla matematica. Le competenze tecniche restano, ma diventano strumenti per comprendere modelli, concetti e processi decisionali, in funzione di una cittadinanza consapevole. Tra i punti evidenziati: il riconoscimento dell’errore come parte integrante del percorso di apprendimento; il riferimento esplicito all’intelligenza artificiale, per fornire agli studenti le basi teoriche dei sistemi digitali; l’introduzione, al quinto anno, di uno spazio di approfondimento in cui collegare la matematica ad altri ambiti, dalla scienza alla storia del pensiero.
L’intelligenza artificiale entra in classe
L’intelligenza artificiale viene inserita nei percorsi liceali come ambito da comprendere e governare criticamente. L’obiettivo non è l’uso strumentale delle tecnologie, ma la formazione di una consapevolezza capace di distinguere tra simulazione algoritmica e conoscenza verificata. Gli studenti saranno chiamati non solo a utilizzare questi strumenti, ma anche a interrogarsi sui loro limiti e sul loro impatto, mantenendo un’autonomia di giudizio.
Italiano, centralità alla lettura
Per l’italiano si punta a rilanciare la lettura come elemento centrale del percorso formativo. L’intento è sviluppare negli studenti un rapporto diretto con i testi, in grado di offrire strumenti per comprendere se stessi e la realtà. La letteratura viene proposta come esperienza viva, capace di mettere in relazione i classici con il vissuto degli studenti. In questo quadro, la lingua italiana è ribadita come patrimonio culturale da tutelare e strumento essenziale di accesso al sapere, in un contesto sempre più plurilingue.
Filosofia tra teoria e pratica
Anche la filosofia viene ripensata, integrando lo studio storico degli autori con attività più applicative. Accanto all’analisi dei testi, è prevista una dimensione di esercizio del pensiero, con momenti di argomentazione scritta. Ai docenti viene chiesto di affiancare alla tradizione storiografica un approccio più laboratoriale, orientato alla discussione e all’analisi di casi.
Educazione alle relazioni
Tra gli assi trasversali della riforma compare infine l’educazione alle relazioni e al rispetto. La scuola è indicata come luogo in cui costruire le basi della convivenza in una società pluralistica, dove l’inclusione rappresenta un elemento strutturale della cultura contemporanea.
