La storia di un giovane lombardo: «Dalla mia regione alla Sardegna per l’Università, sogno di lavorare e vivere qui»
Davide Nespoli, dalla piccola Briosco si è iscritto in Ingegneria navale: «È una scelta di vita»
Milano Davide Nespoli è un ragazzo lombardo che si è iscritto all’università in Sardegna perché il suo sogno è completare gli studi e trovare un’occupazione che gli permetta di trasferirsi a vivere stabilmente nell’isola. Sì, è l’eccezione alla regola. Sì, più di qualcuno gli ha detto che sta facendo il percorso esattamente inverso a quello di molti suoi coetanei. E a vederlo e a sentirlo, il giovane Davide sembra tutto tranne una persona non equilibrata, fuori dal mondo e che non sa cosa fare nella propria vita.
Gli studi
È un frutto, un primissimo frutto, di un percorso di inversione di rotta che il sistema tra istituzioni, università ed enti in Sardegna stanno attuando negli ultimi anni. Davide è figlio del boom del settore della nautica che si sta alimentando con i nuovi corsi di laurea dell’ateneo di Cagliari aperti, e pronti ad essere aperti, all’UniOlbia.
Era il 2024: «Quando ho visto la notizia del primo corso triennale in ingegneria navale ho pensato che fosse l’occasione giusta», dice il 21enne di Briosco, piccolo Comune in provincia di Monza e Brianza. «Ho scelto di studiare a Olbia per il mio amore verso la Sardegna. Vengo qui da quando sono piccolo per le vacanze, il mio obiettivo sarebbe in futuro di vivere qui. Perciò dovrò trovarmi uno sbocco professionale». Il piano è lucido e non fa una piega. Quando era ancora tra i banchi delle scuole medie si era detto che avrebbe voluto studiare ingegneria. Poi questo si è unito «alla passione per il mare».
Sembrava un segno del destino. Studiare ingegneria navale spiegato facile: «Il primo anno ho studiato materie più classiche, la fisica, la chimica, matematica, informatica. Poi si entra nel merito, con discipline come disegno tecnico e adesso, io sono al secondo anno, mi sto confrontando con aspetti più ingegneristici – spiega Nespoli –. Come la meccanica dei fluidi e l’elettrotecnica. Dal terzo anno prenderanno il via i laboratori e lo studio di impianti navali». Lo studente lombardo-sardo, ormai si può definire così, non sa ancora cosa si prova in un cantiere nautico. Che odore c’è, quali sono i rumori, quali le fasi di lavoro per creare un’imbarcazione o rimetterne una a nuovo.
«Ma la mia idea sarebbe proprio quella, di conoscere il lavoro in un cantiere». Nelle aule universitarie lui è quello che viene da più lontano, oltremare. «Comunque ho tanti colleghi che non sono di Olbia ma del resto dell’isola. Da Bosa, Sassari, Ploaghe, Cagliari, Urzulei».
Scelta di vita
I ricordi d’infanzia, per Davide, hanno la cornice di Palau e di Porto Pollo, lì dov’è sempre venuto in vacanza. «Adesso? Ho casa in affitto a Olbia», uno dei pochi miracolati che è riuscito a trovare un’abitazione disponibile. Immaginare il futuro nell’isola, per un 21enne lombardo del 2026, si identifica con una «scelta di vita. So che qui posso trovare una vita più tranquilla e meno frenetica».
Il tran tran del nord Italia accumula quote di stress già in tenera età. Crescendo, la situazione degenera precipitosamente: chiedere a tutti i tassisti in giro per le vie di Milano in questi giorni di Desi week. «Amo il mare, poter vivere qui mi sembra fantastico, potrei praticare spesso il wingfoil, e mi affascina tutta la cultura sarda, così diversa».
