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Il giallo

Naufragio all’Asinara, il caso arriva alle Iene: torna la pista passionale e spunta un audio con una possibile confessione

di Redazione web
Naufragio all’Asinara, il caso arriva alle Iene: torna la pista passionale e spunta un audio con una possibile confessione

La procura ha già chiesto il rinvio a giudizio Giovannino Pinna: l’accusa è omicidio volontario

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Il mistero del naufragio nelle acque del golfo dell’Asinara torna sotto i riflettori nazionali. Nella puntata andata in onda ieri 23 aprile, della trasmissione Le Iene, l’inviata Nina Palmieri ha ricostruito i contorni di una vicenda oscura: la morte del 37enne sassarese Davide Calvia, inizialmente attribuita a un naufragio, ma che per la Procura potrebbe essere in realtà un omicidio.

La pista passionale e i contrasti tra i due

Durante il servizio, è riemersa anche una possibile pista passionale. La madre della vittima ha raccontato di dissapori tra il figlio e il cugino Giovannino Pinna, l’unico sopravvissuto a quella giornata del 12 aprile 2023.

L’audio choc

Ma è soprattutto il finale del servizio ad aver scosso. La trasmissione ha diffuso una intercettazione ambientale del 20 dicembre 2024 in cui Pinna, da solo in auto, parlando tra sé e sé pronuncerebbe una frase inquietante: «Mi fermano, gli dico l’ho ucciso ritornando dal molo». Parole che, se confermate e contestualizzate dagli inquirenti, potrebbero assumere il peso di una confessione.

Un naufragio senza prove

Fin dall’inizio, il caso ha presentato numerose anomalie. Il punto del ritrovamento del relitto, versioni discordanti di Pinna e una dinamica mai del tutto chiarita. Il corpo di Calvia fu recuperato solo dopo dieci giorni, nelle acque di Lu Bagnu. L’autopsia ha rappresentato una svolta: la morte non sarebbe avvenuta per annegamento, ma per un violento trauma, con fratture alla colonna vertebrale e al torace.

L’accusa della Procura

Per il procuratore Armando Mammone, non ci sarebbero dubbi: si tratterebbe di omicidio volontario. Secondo la ricostruzione accusatoria, Pinna avrebbe ucciso il cugino e successivamente simulato il naufragio l’annegamento di Calvia, provocando volontariamente l’affondamento dell’imbarcazione per cancellare le prove.

Il 27 maggio l’imputato dovrà presentarsi davanti al giudice dell’udienza preliminare, Sergio De Luca, per rispondere di questa gravissima accusa.

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