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Trasporti

Guerra in Iran e carburante degli aerei fino ai primi di giugno: l’allarme di Aeroitalia, le rassicurazioni del gruppo Saras – Cosa sta succedendo

di Andrea Massidda
Guerra in Iran e carburante degli aerei fino ai primi di giugno: l’allarme di Aeroitalia, le rassicurazioni del gruppo Saras – Cosa sta succedendo

Il problema interessa anche la Sardegna. L’assessore Manca: «Gli interventi estemporanei non bastano»

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Cagliari Il carburante torna a bruciare. Non solo nei motori, ma anche nei conti di compagnie aeree, istituzioni e territori. E mentre i cieli restano affollati di aeroplani, nei mari del Medio Oriente si muove una crisi che rischia di cambiare le regole del trasporto nei prossimi mesi. Il problema interessa anche i sardi? Ovviamente sì, considerata la situazione di insularità. E anche se l’amministratore delegato di Aeroitalia, Gaetano Intrieri assicura «che sulle rotte della Sardegna non ci sarà alcun taglio di voli», le dichiarazioni fatte da lui stesso venerdì scorso a Sky Tg24 fotografano con chiarezza la tensione crescente. «In questo momento disponiamo di riserve che ci consentono di operare sino alla fine di maggio, ma oltre quella data il quadro resta incerto e le raffinerie stanno chiedendo alle compagnie aeree una pianificazione sempre più stringente», spiega il manager, sottolineando come in oltre trent’anni di attività nell’aeronautica civile non avesse mai assistito a richieste così dettagliate da parte dei fornitori. Un segnale che, secondo gli osservatori del settore, indica una difficoltà strutturale nella filiera energetica, aggravata dalle tensioni internazionali e in particolare dal blocco dello stretto di Hormuz, uno dei principali snodi globali per il transito di petrolio. È qui che il problema locale si intreccia con dinamiche globali.

A Cagliari, la Regione si muove su un doppio binario: monitoraggio costante e confronto istituzionale. Una decina di giorni fa, negli uffici regionali, si è svolto un vertice con i vertici del gruppo Saras, che gestisce la raffineria di Sarroch, infrastruttura strategica per l’approvvigionamento energetico dell’isola. Un incontro che, almeno per ora, restituisce un quadro meno allarmante sul piano locale. I rappresentanti di Saras hanno infatti garantito continuità nei volumi di carburante destinati al mercato aeronautico sardo, in linea con quelli dello scorso anno, dichiarandosi pronti anche a sostenere un eventuale aumento della domanda. Posizione che offre una parziale rassicurazione, ma che non basta a eliminare le incognite legate al contesto internazionale. «Stiamo affrontando una situazione complessa che richiede serietà, metodo e una forte collaborazione istituzionale», è il commento dell’assessora regionale ai Trasporti Barbara Manca e di quello all’Industria Emanuele Cani. «Non si tratta di criticità che possono essere risolte con interventi estemporanei, ma di dinamiche globali che impongono un lavoro approfondito e condiviso». Il nodo centrale resta proprio questo: la crisi non è episodica, ma sistemica. Intrieri parla apertamente di «forte squilibrio nei processi industriali», un fattore che ha già costretto le compagnie a rivedere i budget per il 2026. Eppure, almeno per ora, Aeroitalia resiste: «Nonostante ciò, siamo tra le poche compagnie a non aver cancellato voli e garantiamo circa il 90% della continuità territoriale della Sardegna». Una tenuta che tuttavia potrebbe non bastare se la pressione sui carburanti dovesse prolungarsi. «È evidente la necessità di individuare soluzioni adeguate», conclude Intrieri, indicando nel livello europeo il vero campo di gioco per affrontare una crisi che supera i confini nazionali. Tra rassicurazioni locali e allarmi globali, il caro carburante si conferma insomma una delle sfide più complesse di quest’anno turbolento. E mentre istituzioni e imprese cercano risposte, una certezza emerge: il prezzo dell’energia non è più soltanto una variabile economica, ma un fattore assolutamente decisivo per la stabilità dei trasporti e dell’intero sistema produttivo.

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