La Nuova Sardegna

La storia

Assistente di volo Meridiana per 24 anni, chef dello sceicco a Dubai, concorrente a Italia’s Got Talent: la vita sempre in movimento di Fabrizio Contino

di Serena Lullia
Assistente di volo Meridiana per 24 anni, chef dello sceicco a Dubai, concorrente a Italia’s Got Talent: la vita sempre in movimento di Fabrizio Contino

Da Roma a Olbia agli Emirati Arabi: il padre dirigente Alitalia, il nonno astronomo di fama mondiale: «Non smetto di appassionarmi a progetti nuovi: umiltà, studio e un pizzico di follia guidano le mie scelte»

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Olbia Più che una rotta tracciata, con decollo e atterraggio segnati, la vita di Fabrizio Contino assomiglia a un piano di volo aperto, di quelli che si aggiornano mentre sei già in quota. Cambi direzione, correggi l’assetto, intercetti nuove correnti. Senza mai perdere l’ orientamento. Classe 1968, adottato da Olbia 35 anni fa, nasce e cresce a Roma con gli occhi verso il cielo. Il padre dirigente Alitalia, il nonno Giorgio astronomo di fama mondiale. Per un difetto alla vista deve rinunciare al sogno di fare il pilota, ma non al cielo. Assistente di volo Meridiana per 24 anni, sindacalista nel momento più buio della compagnia dell’Aga Khan. Ma anche pr e gestore di locali nelle notti di Olbia, animatore dei villaggi Valtur per sei stagioni, una delle quali insieme a Fiorello. E poi concorrente di Italia’s got talent, chef su yacht, in villa, e per uno sceicco a Dubai dove collabora all’apertura di 22 ristoranti-pizzerie italiani e della prima Scuola di pizza. E ancora istruttore in due Scuole professionali di pizza in Italia, consulente aziendale nella ristorazione e panificazione. Un curriculum non facile da leggere tutto d’un fiato. Tante vite. Tra l’una e l’altra molto studio per acquisire nuove competenze, l’umiltà e la voglia di superare le paure trasformandole in adrenalina.

Partiamo dalla sua prima vita, in cui ha fatto l’assistente di volo per Alisarda diventata poi Meridiana: il cielo era un po’ nel suo destino..

«Mio papà è stato uno dei primi dirigenti di Alitalia, mio nonno Giorgio era un astronomo di fama mondiale. Io volevo fare il pilota, ma allora i criteri erano molto rigidi e allora i piloti non potevano portare gli occhiali. Decisi di fare l’assistente di volo, lavoro bellissimo che ho fatto per 24 anni con grande passione, a contatto con le persone, gestendo emozioni. Una cosa non semplice. Perché quando il volo è in orario e il cielo è bello, va tutto bene. Ma se sei davvero tagliato per questo mestiere lo capisci nei momenti di tensione. Su un Napoli-Verona, lo ricordo ancora, portammo sette ore di ritardo di cui 3 a bordo e 4 a terra. Tantissima rabbia, appuntamenti saltati, gente inferocita. Un gruppo di persone doveva andare a Verona per delle degustazioni e ovviamente era saltato tutto. Quando scesero dall’aereo mi regalarono sei bottiglie di vino e mi ringraziarono. Per gestire quelle ore infinite attinsi anche all’esperienza fatta nei villaggi Valtur».

Esperienza che comincia subito dopo il diploma al liceo scientifico

«Esatto. Tra l’altro io quell’anno avevo fatto di tutto per non diplomarmi. Mi ero innamorato di una ragazza del quarto anno e se fossi stati bocciato saremmo stati in classe insieme. Venni comunque ammesso a maggioranza all’esame e un po’ per fortuna, un po’ perché all’orale portavo inglese che già parlavo bene, mi diplomai. Il giorno dopo partii per la Valtur di Ostuni come istruttore di vela. In Valtur feci tre anni, sei stagioni, quella a Marilleva, in Trentino, insieme a Fiorello».

Poi sei mesi in Inghilterra per perfezionare la lingua, il concorso in Alisarda e nel 1991 sbarca a Olbia...

«Allora Olbia era già bella, c’era tanto da fare. Io arrivavo dai locali di Roma, dove avevo lavorato come pr. Come Meridiana eravamo tanti steward e hostess, tutta bella gente che aveva bisogno di un locale in cui divertirsi. Presi in gestione il Tony’s, il locale di Tony De Rosas, al centro storico. Poi la Trattoria del mare a Punta Asfodeli».

La cucina quando entra nella sua vita?

«Ho sempre giocato con la cucina. A quattro anni facevo le crostate con mia nonna, ma il vero motivo è che andavo pazzo per la pasta frolla e la mangiavo cruda. E poi ho imparato le ricette, quelle della tradizione di mamma, romana: cose semplici ma piene di gusto, sapori veri senza troppi fronzoli. Nel 1998, per caso, mi chiesero se volessi andare a cucinare in una villa a Porto Rotondo presa in affitto da degli americani perché lo chef aveva dato buca. Da lì iniziarono i primi contatti con quel mondo».

In quegli stessi anni diventa sindacalista per Meridiana.

«Anni belli, ma anche umanamente difficili. Abbiamo fatto tante battaglie per salvare la compagnia, anche prendendo decisioni impopolari. Nel 2012 smisi di volare».

Nello stesso anno partecipa a Italia’s got talent realizzando un quadro con la tecnica della termografia.

«Tutto era partito da un film che avevo visto, “Predator”, in cui un alieno guardava il mondo in termografia. Compro la telecamera, vado a fare un corso che si svolgeva al Centro polifunzionale di sperimentazione dell’Esercito. Per gioco faccio un video in cui realizzo un quadro con la termotelecamera e lo invio a Italia’s got talent . Due giorni dopo mi chiamano per andare in trasmissione. In due settimane mi sono ritrovato in tv a realizzare su una tela un ritratto sfruttando solo il calore del corpo, senza pennelli. Ero talmente in ansia che nemmeno mi ricordo come era fatta Belen!».

Sempre nel 2012 consolida la passione per la pizza. Segue un corso base, poi con la scuola di Arzachena partecipa al campionato italiano a Roma dove arriva ventesimo tra i professionisti. E si innamora di Dubai.

«Comincio a realizzare delle pizze con i volti degli sceicchi intagliati a mano con pomodoro e mozzarella e uso il mio canale Instagram per promuoverle. Vengo chiamato a Dubai dove mi trasferisco, prima da solo poi con mia moglie Ilaria e le mie figlie Chiara e Micol e lavoro per lo sceicco Al Quasimi come Executive chef. Per lui apro 22 ristoranti. E sempre a Dubai collaboro all’apertura della prima scuola di pizza. Nel 2016 torno in Italia e divento istruttore alla Scuola di cucina a Roma “Stile e tradizione”».

Nel periodo del Covid si inventa i corsi di pizza e pani aromatizzati on line, con il ricavato fa il pane per la mensa vincenziana. Nel 2020, all’interno del progetto della Diabetologia di Olbia contribuisce a creare il pane per i diabetici. Da poco è membro del Rotary club Olbia centro nel ruolo di social media manager. C’è ancora qualcosa che vuole fare da grande?

«Non smetto di appassionarmi a progetti nuovi. Di sicuro voglio continuare a fare lo chef e affinare sempre di più la tecnica delle pizze-ritratto. E studiare, imparare cose nuove, sperimentare. Restare fermo per me è impossibile».

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