«Il mio primo lavoro estivo: sfruttato e pagato in nero, ho detto basta»: il racconto di un 18enne
La storia: «Facevo tutto per 10 ore al giorno ma senza contratto. Che non è mai arrivato»
Sassari Due storie molto diverse tra loro. Proprio per la loro diversità fanno emergere le contraddizioni di un settore che da una parte paga in maniera pesante le colpe di chi non applica contratti regolari ai lavoratori, dall’altra riesce a dare esempi virtuosi, di chi rimane entro i confini della legalità e dà fiducia a chi è stato espulso dal mondo del lavoro. La prima è quella di un ragazzo appena maggiorenne che preferisce mantenere l’anonimato e ci racconta la sua vicenda: la sua prima esperienza lavorativa, l’ultima nel settore turistico. «Ho lavorato in un bar in una spiaggia la scorsa estate. Ho iniziato a metà luglio perché cercavano personale – ci spiega -. Facevo turni da dieci ore tutti i giorni ad agosto. Nel chiosco mi occupavo praticamente di tutto, comprese anche le pulizie». Fino a qui una storia come tante ma i problemi erano dietro l’angolo e come spesso accade erano legati al contratto. «Mi hanno detto che il commercialista era in ferie e quindi sarebbe arrivato in un secondo momento».
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Un’attesa che però si è rivelata inutile perché i giorni e le settimane sono passate senza avere notizie della regolarizzazione del rapporto. «A fine agosto è arrivato finalmente lo stipendio. Dal punto di vista economico era tutto come da accordi, 1500 euro tutto compreso, ma in quel momento ho capito che il pagamento era in nero». La conclusione è amara, ancora di più tenendo conto della giovane età del protagonista. «È stata la mia prima esperienza di lavoro e penso anche l’ultima come dipendente. Lavorare va bene, ma non voglio più che qualcuno si possa approfittare di me».
La seconda vicenda, come detto, è di tenore diametralmente opposto e a raccontarcela è una donna che anche in questo caso preferisce non rivelare l’identità. «Ho sempre lavorato nel terziario – ci dice – dopo aver perso il lavoro, all’età di 45 anni non sapevo cosa fare di preciso». Una situazione comune a tante altre che però si è risolta positivamente. «Il mio compagno lavorava già nel comparto turistico da qualche mese e ho deciso di raggiungerlo nel luogo dove stava prestando servizio. È stata una scelta azzeccata perché il titolare ha voluto offrire un posto di lavoro anche a me anche se non avevo esperienze. Ho cambiato completamente settore». Le difficoltà non sono mancate ma sono arrivate anche le soddisfazioni. «Era ovviamente tutto nuovo per me. Il posto è tranquillo, si lavora tanto ma l’ambiente è tranquillo e serio. L’azienda funziona e a fine mese lo stipendio arriva puntuale. Rimedio anche le mance dai clienti. Lavorare con la gente mi piace e ogni settimana c’è il ricambio e si conoscono sempre persone nuove». Nel suo caso il finale non ha ombre. «Devo ammettere che non è stato facile cambiare settore ma la scelta per adesso si è rilevata quella giusta perché alla fine nella vita è vero che non si smette mai di imparare».
