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Ambiente e sviluppo

Piano energetico entro giugno 2026: dove saranno i nuovi impianti, i benefici in bolletta, le aree con iter più veloci

di Giuseppe Centore
Piano energetico entro giugno 2026: dove saranno i nuovi impianti, i benefici in bolletta, le aree con iter più veloci

L’assessore Cani illustra il documento che regolerà l’intero percorso normativo e operativo

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Cagliari Entro giugno arriverà in giunta regionale il piano energetico ambientale, il documento che regolerà l’intero percorso normativo e operativo dei sistemi di produzione energetica dell’isola. A breve pronti anche i testi sulle aree di accelerazione per gli impianti fotovoltaici e lo studio di fattibilità sulla società energetica sarda. In questa intervista l’assessore all’industria Emanuele Cani spiega cosa aspettarsi da questi tre atti, «che avvengono – ricorda – nonostante un quadro di forte instabilità normativa e politica da parte del governo, a cui peraltro si aggiungono le incertezze di natura geopolitica. Noi dobbiamo comunque programmare non per l’oggi ma per i prossimi anni, e con questi atti pensiamo di averlo fatto correttamente».

Quali sono i punti qualificanti del piano energetico?

«Lo studio fatto dal gruppo di lavoro coordinato dal professor Alfonso Damiano dell’Università di Cagliari ci ha messo a disposizione una serie di scenari, partendo però da due elementi di forte criticità: il primo è l’instabilità del quadro normativo nazionale in continua evoluzione. Non si contano più le leggi su rinnovabili e procedure cambiate dal governo. L’ultimo è il decreto bollette che proroga la vita delle centrali a carbone al 2038. Il secondo elemento è l’instabilità geopolitica. Noi però siamo andati avanti lo stesso e abbiamo individuato tre elementi cardine del Piano: una giusta transizione energetica, con gli impianti da rinnovabili che vanno fatti in maniera ordinata e pianificata senza danni dal punto di vista paesaggistico ambientale: un beneficio per famiglie e imprese dalla gestione del nostro patrimonio, dal punto di vista dei costi in bolletta: il terzo punto è dare la possibilità a tutte le imprese, comprese quelle energivore, di essere competitive».

Su questi tre punti e sulle critiche, che hanno portato al ricorso al Dl 175 davanti alla Corte da parte della Regione, ci sono stati pareri diversi in giunta?

«Assolutamente no. Sul tema della transizione energetica la giunta parla con una sola voce. L’ultima legge votata dal Parlamento a gennaio, che ratifica il Dl 175, conferma che il governo vuole realizzare gli impianti senza coinvolgere le regioni e i territori, e noi a questa deriva ci opponiamo in tutte le sedi».

Ma nel frattempo applicate parti del Dl 175, individuando le zone di “Accelerazione” pur contestando il decreto. Non è un controsenso?

«No, è correttezza istituzionale. Abbiamo un dovere, previsto da una legge votata dal Parlamento, e lo eseguiamo per non essere commissariati e far decidere al Governo dove volere questa zone di accelerazione. E invece così, sulla base di un confronto sui territori, abbiamo limitato le aree dove ci sarà una semplificazione dal punto di vista autorizzativo nel rilascio dell'autorizzazione per organizzazione degli impianti: le aree saranno solo in zone industriali e prevedono solo fotovoltaico. Il Governo aveva messo tempi stretti alle Regioni per definire queste aree speciali. Siamo l’unica regione ad averlo fatto nei tempi».

Quali saranno i prossimi passaggi?

«Aspettiamo le osservazioni dai portatori di interesse e degli enti locali, poi la giunta delibererà e invierà il documento al Consiglio per il parere. Successivamente ci sarà l’approvazione definitiva. Questa è la migliore risposta a chi dice che siamo immobili sulla transizione energetica. È il contrario: la vogliamo, ma la vogliamo anche governare, indicando tempi, modi e caratteristiche».

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