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Il caso

Punta Marina invasa da centinaia pavoni, gli abitanti: «Basta, distruggono le auto e non ci fanno dormire»

Punta Marina invasa da centinaia pavoni, gli abitanti: «Basta, distruggono le auto e non ci fanno dormire»

La località è diventata, nel giro di pochi giorni, famosa in tutta Italia

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A Punta Marina, sul litorale ravennate, da settimane non si parla d’altro. I protagonisti sono i pavoni che da anni vivono nella località balneare e che oggi, complice una crescita incontrollata della colonia, sono diventati, grazie anche a un servizio della Vita in diretta, un vero caso nazionale. C’è chi li fotografa come fossero un’attrazione turistica e chi invece non riesce più a dormire per colpa dei loro richiami. Intanto il paese si divide tra chi li considera un simbolo da proteggere e chi vorrebbe trovare al più presto una soluzione per limitarne la presenza.

Secondo le stime più recenti, gli esemplari presenti sarebbero ormai qualche centinaio, che vagano per le strade, sui tetti o tra i bar del centro. 

Come è nata la colonia

I primi avvistamenti risalgono a circa dodici anni fa, quando nella zona vivevano solo pochi esemplari, probabilmente sfuggiti a proprietà private o abbandonati

Negli anni, però, i pavoni hanno trovato un ambiente ideale per riprodursi. La colonia è cresciuta gradualmente fino ad arrivare agli attuali numeri. Molti residenti raccontano che il cambiamento più evidente sarebbe avvenuto durante il lockdown del 2020: con meno traffico e meno persone in giro, gli animali hanno iniziato a spingersi stabilmente verso il centro abitato.

Oggi capita spesso di incontrarli davanti alle abitazioni o appollaiati sui tetti delle case. 

I versi nella notte e i danni alle abitazioni

Il problema principale segnalato dagli abitanti riguarda il rumore. In primavera, durante la stagione degli amori, i maschi emettono richiami molto forti e ripetuti che iniziano spesso nel cuore della notte e continuano fino all’alba. C’è chi racconta di riuscire a dormire solo poche ore.

Ma i disagi non finiscono qui. Alcuni residenti lamentano tegole spostate dai tetti, infiltrazioni d’acqua, auto graffiate o colpite dai becchi degli animali, giardini rovinati. Il pavone infatti, quando si vede riflesso su auto, grondaie o altre superfici lucide, tende a beccare, credendo che quello davanti a lui sia un rivale. In certe zone i pavoni si muovono in gruppi numerosi, rallentando anche il traffico e sporcando i marciapiedi di guano. La convivenza, insomma, è diventata complicata.

Due fazioni

La presenza dei pavoni ha finito per spaccare in due Punta Marina. Da una parte ci sono i residenti esasperati, che chiedono interventi rapidi per ridurre il numero degli esemplari o trasferirli altrove. Dall’altra c’è chi difende gli animali e ritiene che siano ormai parte dell’identità della località. Eppure il fascino della celebre “ruota” colorata non basta più a cancellare i malumori di chi deve convivere quotidianamente con schiamazzi e danni.

Le possibili soluzioni

Uno dei problemi principali riguarda la gestione degli animali. I pavoni non appartengono ufficialmente né al Comune né alla Regione e questo rende più complicato individuare chi debba intervenire concretamente.

Per il momento il comune di Ravenna sta valutando un censimento per capire con precisione quanti siano gli esemplari presenti, dove nidifichino e quale sia la distribuzione tra maschi e femmine. Solo dopo sarà possibile decidere eventuali misure.

Tra le ipotesi emerse nelle ultime settimane c’è anche quella di trasferire parte della colonia in aree dedicate o in strutture attrezzate. Alcune realtà del territorio, come il Safari Ravenna, avrebbero dato disponibilità ad accogliere una parte degli animali. Ma ogni eventuale spostamento dovrà seguire regole precise per garantire il benessere dei pavoni e rispettare i controlli sanitari previsti.

Nel frattempo le associazioni animaliste invitano i cittadini a non nutrire gli animali, perché questo favorisce il loro avvicinamento alle abitazioni e contribuisce ad aumentare i problemi igienici.

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