Esame di terza media, madre contesta la bocciatura del figlio: «Griglie senza data e interrogazioni mancanti». Ma il Tar conferma tutto
La famiglia aveva sollevato dubbi sulle correzioni degli elaborati, sui verbali e sugli orali. I giudici amministrativi hanno respinto il ricorso ritenendo regolare il lavoro della commissione
Roma Dopo la bocciatura del figlio all’esame di terza media, una madre aveva deciso di portare il caso davanti al tribunale amministrativo, sostenendo che durante le prove finali ci fossero state irregolarità nelle correzioni, nelle verbalizzazioni e perfino negli esami orali. Ma a quasi quattro anni di distanza il Tar Liguria ha respinto il ricorso, confermando la validità dell’esame e dell’operato della scuola. La vicenda è stata raccontata dal sito Orizzonte Scuola.
La madre dello studente aveva impugnato davanti ai giudici amministrativi il verbale finale pubblicato dall’istituto comprensivo il 28 giugno 2022, contestando il mancato superamento dell’esame. Nel ricorso venivano indicati cinque presunti problemi nella gestione delle prove e nella procedura di valutazione.
Tra le contestazioni principali c’era l’assenza della data sulle griglie di valutazione, che secondo la famiglia non avrebbe consentito di verificare se fossero state compilate immediatamente dopo gli scritti, come previsto dalle regole. Venivano inoltre messi in dubbio i tempi dedicati alla correzione degli elaborati, ritenuti troppo brevi in base agli orari riportati nei verbali.
La famiglia sosteneva anche che la commissione d’esame avesse approvato i voti senza un reale confronto tra i commissari. A questo si aggiungeva la presunta mancata interrogazione del ragazzo in lingua straniera e in educazione civica, oltre alla lamentata incompletezza della documentazione fornita dalla scuola.
Con la sentenza numero 415 del 2026, il Tar Liguria ha però ritenuto infondate tutte le contestazioni. I giudici hanno evidenziato che nei verbali ufficiali risultavano sia la definizione dei criteri di valutazione sia la compilazione delle griglie subito dopo le prove.
Per quanto riguarda gli orari delle correzioni, il tribunale ha parlato di un semplice errore materiale nella verbalizzazione, ricordando inoltre che non esistono tempi prestabiliti per la valutazione dei singoli elaborati e che questo aspetto non può essere sindacato dal giudice amministrativo.
Anche sul tema della collegialità delle decisioni il Tar ha dato ragione alla scuola. Dai verbali emergeva infatti che i voti proposti dalle sottocommissioni erano stati sottoposti all’approvazione della commissione e ratificati all’unanimità.
Respinta anche la contestazione relativa all’orale: la documentazione prodotta durante il processo dimostrava che lo studente era stato esaminato sia in lingua straniera sia in educazione civica.
Infine, sul mancato accesso agli atti, i giudici hanno ricordato che la famiglia avrebbe potuto utilizzare gli strumenti previsti dalla normativa amministrativa per ottenere i documenti richiesti. Al termine del procedimento il ricorso è stato respinto e le spese legali compensate tra le parti.
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