Il sindaco di Ottana Franco Saba arrestato a 15 giorni dalle elezioni: ora è caos, era l’unico candidato
Il municipio a rischio commissariamento, la comunità lo difende: «Lui è innocente»
Nuoro Quello di Franco Saba potrebbe diventare un caso politico nazionale dal punto di vista normativo. Una rara eccezione divisa in due fasi distinte. Adesso è sindaco uscente, ma facente funzioni per quanto riguarda l’ordinaria amministrazione del municipio. Il prossimo 8 giugno, invece, potrebbe essere rieletto e quindi chiamato a formare una giunta.
Sulla prima delle due fasi, nella serata di ieri è intervenuta la prefetta di Nuoro, Alessandra Nigro che ha disposto la sospensione dalla carica del sindaco di Ottana, in seguito all’esecuzione dell’ordinanza con cui il gip del Tribunale di Nuoro gli ha applicato la misura cautelare degli arresti domiciliari. Il provvedimento di sospensione è stato adottato ai sensi della legge Severino ed è stato notificato direttamente negli uffici municipali. La seconda fase, quella legata alla sua probabile rielezione risulta invece senz’altro più complessa dal punto di vista del quadro normativo.
Secondo quanto emerso, Franco Saba, nonostante risulti agli arresti, ha diritto a conservare la sua posizione di candidato sindaco. Nell’ipotesi di elezione dovuta al superamento del quorum e della soglia prevista di schede valide, per lui riscatterebbe, in caso di permanenza della misura cautelare o di condanna, la sospensione prevista dalle legge Severino. Ed è qui che nasce un vero e proprio cortocircuito.
Franco Saba, infatti, verrebbe proclamato sindaco nonostante sia temporaneamente interdetto dall’esercizio delle sue funzioni. Chi nominerebbe un vicesindaco per sostituirlo, considerato che lui non può farlo? Nessuno, tanto che l’intero iter passerebbe subito nelle mani degli uffici della Regione che si troverebbero costretti ad avviare una proceduta di commissariamento coatto. A questo punto comincerebbe una fase di totale paralisi. La sospensione prevista dalla legge Severino, infatti, non può durare più di 18 mesi. Se al termine di questi, Saba venisse scarcerato o assolto potrebbe riprendere l’esercizio delle funzioni di sindaco con effetto immediato. Ma se nel mentre arrivasse una condanna definitiva, la sospensione si prolungherebbe ancora paralizzando, di fatto, l’attività amministrativa. L’unica via d’uscita dalla paralisi sarebbe quella delle dimissioni, rinviando l’elezione di un nuovo sindaco e di una squadra di governo effettiva alla prima tornata elettorale utile e comunque entro i 12 mesi successivi. In sostanza, il candidato che si trova in stato di arresto, se eletto, si ritroverebbe ad essere una sorta di sindaco fantasma. Il primo cittadino ci sarebbe senza esserci. Ed è proprio in questo vero e proprio cortocircuito normativo che cresce l’apprensione tra i candidati alla carica di consigliere presenti nella lista di Franco Saba. L’obbiettivo del programma elettorale era quello di dedicarsi alle politiche di sviluppo per il paese. Obbiettivo oggi appeso alle decisioni della Procura.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
