In ospedale arriva la musica sarda della solidarietà, i pazienti: «Grati a chi ci porta un po’ di spensieratezza» – VIDEO
Il progetto dell’Ente ispirato ai valori e all’eredità culturale e artistica della cantautrice Maria Carta entra in corsia. Il presidente Leonardo Marras: «Creiamo un’alleanza tra sanità e cultura»
San Gavino «No potho reposare, amore 'e coro, pensende a tie so d'onzi momentu». Le launeddas e l’organetto del duo Fantafolk, la chitarra di Beppe Dettori, la voce calda di Maria Giovanna Cherchi vibrano sulle note di No Potho reposare e scaldano i cuori dei pazienti dell’ospedale Nostra Signora di Bonaria a San Gavino Monreale, dove ieri pomeriggio la Fondazione Maria Carta ha portato i suoni e i canti della tradizione sarda, grazie alla collaborazione con la Asl del Medio Campidano.
«Grazie, mi avete fatto un bellissimo regalo, io amo Andrea Parodi, la sua musica mi aiuta a star bene», sono le parole di Giuliana Montis, fra le numerose pazienti ricoverate in questi giorni nei reparti dell’ospedale di San Gavino, il suo paese d’origine. Così il progetto “Voci e strumenti di solidarietà – Musica in corsia” arriva alla sua quarta tappa dopo quella di Ozieri, Alghero e Cagliari continuando il suo viaggio del cuore nei reparti ospedalieri delle strutture sanitarie sarde con un momento di conforto, cultura e vicinanza.
La musica in corsi con il progetto della Fondazione Maria Carta
«Come sempre – ricorda il presidente della Fondazione Maria Carta, Leonardo Marras – ci ritroviamo in luoghi dove certamente si vive la sofferenza, ma anche molta speranza che ci viene data e dimostrata quotidianamente da chi opera negli ospedali che abbiamo visitato fino a oggi e che continueremo a visitare. Questa è la sanità che ci piace – ribadisce – e vogliamo proseguire su questa strada, anche perché – sottolinea Marras – portare la musica della Sardegna negli ospedali significa dimostrare attenzione, perché questo fa parte del dna dei sardi, questa è la nostra identità. Nutro la speranza che fra la sanità e il mondo della cultura possa dunque stringersi una santa alleanza».
La musica fra i reparti dell’ospedale di San Gavino
Sono le 15.05, quando nel reparto di Oncologia dell’ospedale di San Gavino la musica riporta tutti indietro nel tempo, fra pazienti, medici, infermieri e Oss. Appena Maria Giovanna Cherchi e Beppe Dettori cominciano a cantare, accompagnati da Vanni Masala all’organetto e Andrea Pisu alle launeddas, i ricordi conducono a una delle più struggenti esibizioni di Maria Carta con Andrea Parodi che l’accompagna sul palco nell’esecuzione di “No potho reposare”. Era il 1993, Fiera Campionaria della Sardegna, uno degli ultimi concerti live della celebre cantautrice di Siligo scomparsa prematuramente nel 1994 e che «fu sempre grata per le cure e attenzioni ricevute negli ospedali», raccontano dalla Fondazione nata nella memoria dell’indimenticabile cantante, per valorizzare e promuovere la musica e la cultura tradizionale della Sardegna. Le note che hanno regalato “A diosa” al mondo commuovono per quel ricordo che rimarrà impresso nella storia musicale che strappa qualche lacrima fra i pazienti che ascoltano dai loro letti d’ospedale e fra chi si affaccia in corsia dalle stanze del reparto. «Che bella iniziativa, grazie a tutti – commenta Natalino Cinus di San Gavino – per un attimo ci ha fatto dimenticare la sofferenza e tutto quello che stiamo vivendo a causa della malattia, io ormai da un anno. Qui soffriamo tutti ed è bello poter ascoltare la musica e artisti come questi che amorevolmente si esibiscono negli ospedali per darci un po’ di conforto. La musica aiuta, mi fa dimenticare, è stato un bel momento di spensieratezza».
I pazienti chiedono il bis
Dall’Oncologia a Medicina, fino al reparto di Ginecologia dove il brano S’aneddu si trasforma inevitabilmente in una ninna nanna per i neonati che piangono fra le braccia delle loro mamme che provano a calmarli e a farli addormentare. «Lui è Riccardo e ha un giorno», «lei è Soraja, è appena nata» rispondono felici per una melodia che ha il potere di calmare il pianto dei loro piccoli: «Bellissima iniziativa». Come nei precedenti appuntamenti, il concerto è itinerante e prosegue in Dialisi, Chirurgia e Ortopedia. L’iniziativa conferma il suo messaggio: «Curare l’anima». E i pazienti chiedono il bis. «Siamo arrivati alla quarta tappa, un viaggio che continua e che vogliamo far arrivare in tutti i territori della Sardegna», sottolinea Leonardo Marras, presidente dell’ente ispirato ai valori e all’eredità culturale e artistica che ha lasciato la grande cantante di Siligo, simbolo della musica e dell’identità della nostra isola nel mondo.
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