Il Cscs di Milano intitolato a Giovanni Campus
Il Centro sociale culturale sardo celebra il 60° della sua costituzione e prende il nome dell’artista originario di Olbia
Milano «È con grande emozione che abbiamo deciso di intitolare la nostra sede a Giovanni Campus, un artista immenso, ma anche uomo di impegno sociale, in diversi ambiti, compreso quello di consigliere del Cscs e di responsabile culturale della Lega sarda». Giovanni Cervo, presidente del Centro sociale culturale sardo di Milano, annuncia così la cerimonia in programma questa sera, venerdì 5 giugno 2026, appuntamento alle 17,30 al civico 10 di piazzale Santorre di Santarosa, nell'ex municipio di Musocco, nell'omonimo quartiere milanese, sede del circolo degli emigrati sardi. «Difficile racchiudere in poche parole il senso e il valore della produzione di Giovanni Campus, unica nel suo genere – aggiunge Cervo –. Con la sua incessante ricerca artistica e culturale non solo ha segnato in maniera inconfondibile l'arte e la cultura contemporanea, ma ha anche profondamente ispirato e supportato parte delle nostre attività, proponendo progetti e realizzando iniziative che hanno consolidato i nostri valori. Il suo lavoro ha lasciato un’impronta che, siamo certi, resterà presente anche nelle generazioni future».
A sessant'anni dalla sua costituzione, il Cscs di Milano prende così il nome del grande artista originario di Olbia, scomparso il 28 novembre dell'anno scorso all'età di 96 anni. Un nome di fama internazionale, Giovanni Campus, che ha lasciato il segno fin dal suo esordio nella scena artistica milanese. Non a caso, a pochi mesi dalla sua scomparsa, la Building Gallery gli ha dedicato la mostra “Tempo e passione. Un omaggio all’artista (1929-2025)”, chiusa il 23 maggio scorso. «La misurazione dello spazio, la complessità polimaterica, la creazione artistica come lavoro di gruppo, in un habitat mentale e fisico, che va dalle rocce della Gallura al centro di Milano, sono solo alcune indicazioni per avvicinarsi alla sua produzione artistica, che ci si augura possa essere fruita in tanti altri contesti, a partire dalla “sua” Sardegna», sottolinea Tonino Mulas, già presidente del Cscs, vice presidente della Consulta della emigrazione della Regione Sardegna per circa due decenni e storico protagonista delle iniziative dei circoli dei sardi in Italia.
Dopo gli studi alla Libera accademia di belle arti di Livorno, Giovanni Campus approda alla Galleria Giraldi della stessa città toscana, che sarà suo principale riferimento fino all’ultimo periodo della sua vita. Alla fine degli anni ’60 Campus arriva a Milano, che diventa la sua città di adozione e quella della sua affermazione artistica e dove vive la “mitica” esperienza della comunità intellettuale milanese del Jamaica, esercizio storico frequentato oltre che da politici, da artisti e scrittori fra i quali Fontana, Treccani, Ungaretti e Quasimodo. Innumerevoli gli incontri fra Livorno e Milano e non solo con i critici che confermano la sua figura come pittore e scultore: da Luciano Caramel, a Claudio Cerritelli, Marco Meneguzzo, Francesco Tedeschi. da Umbro Apollonio a Giulio Carlo Argan, da Laura Vinca Masini a Bruno D’Amore e Giorgio Segato; poi ancora Bruno Munari, Raffaele De Grada, Giorgio Seveso, Gillo Dorfles, Rossana Bossaglia, Alberto Veca, e in Sardegna Salvatore Naitza, Annamaria Montaldo, Maria Dolores Picciau, Cristiana Collu.
L'evento di stasera a Milano, che sarà coordinato da Tonino Mulas, prevede gli interventi di Giovanni Cervo; Arianna Censi, assessora alla Mobilità del Comune di Milano; Sara Cancedda, presidente Seu; Marco Meneguzzo, critico d’arte; Francesco Tedeschi, storico dell’Arte, UniCatt; Emma Zanella, direttrice Ma*Ga Gallarate; Anna Maria Montaldo, già direttrice del Polo museale di Milano; Maria Dolores Picciau, critica d’arte; Moshe Tabibnia, Galleria Building Milano; Dario Giraldi, Galleria Livorno; Dino Marrosu, Archivio Campus; Cristina Sissa, Studio d’arte del Lauro; Giannella Demuro, Museo Organica, Tempio Pausania; e del figlio dell'artista, Roberto Campus.
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