In spiaggia con gusto e prodotti genuini: i consigli di Ortalissa per la “schiscetta”
L’azienda agricola è guidata da Alice Diana e Alessandro Scintu
C’è una parola sarda che racchiude la filosofia dell’ortofrutta Ortalissa: oltalíscia, ovvero l’orto che un tempo si lasciava ai propri cari. È da questo concetto che nasce il nome dell’azienda agricola di Oristano, che ha il suo punto vendita nella centralissima via Cagliari, proprio accanto al cinema, fondata da Alice Diana e Alessandro Scintu. Giovani compagni di vita e di lavoro, i due hanno fatta propria una tradizione familiare trasformandola in un progetto che oggi unisce agricoltura, cucina e lavorazione dei prodotti agricoli. Da loro arrivano i consigli per la “schiscetta” perfetta da portare al mare, sana e genuina.
Perché sia anche gustosa, consigliano piatti semplici e completi: «Il cous cous di verdure o il riso con ceci sono perfetti perché saziano senza appesantire e resistono bene anche dopo alcune ore sotto l’ombrellone». Attenzione però: «Meglio invece evitare maionese e latticini – spiegano –. In spiaggia soffrono il caldo». Tra le proposte più pratiche ci sono poi le focacce con ripieno vegetariano, e qui gli straccetti di verdure dell’orto preparati nella rivendita sono un salva-panino, oppure non si sbaglia mai con i mix di frutta secca e prodotti disidratati. «Noci, mandorle, zenzero: sono una valida alternativa agli snack confezionati perché leggeri, comodi da trasportare e ricchi di nutrienti». E poi c’è la frutta fresca, già tagliata, con qualche accorgimento nella scelta della tipologia. «L’anguria di nostra produzione resta imbattibile: idrata, rinfresca e racconta perfettamente la nostra idea di estate. In stagione ci sono anche meloni e fragole dei nostri campi».
Scintu è agronomo e chef della frutta formato alla scuola di Andrea Lopopolo: segue le coltivazioni e realizza gli allestimenti artistici di frutta per eventi e cerimonie. Diana è, invece, il volto della cucina contadina, specializzata in piatti vegetariani e vegani preparati quotidianamente con ingredienti freschi e di stagione. «Lavoriamo lento e cerchiamo di tenere insieme tutta la filiera, dalla semina al piatto» raccontano. Un approccio che distingue Ortalissa dalle tradizionali rivendite di ortofrutta: buona parte dei prodotti esposti arriva infatti dai campi coltivati direttamente dall’azienda e, una volta raccolti, viene trasformata in preparazioni fresche realizzate nel laboratorio interno. Ecco perché anche il loro pranzo al sacco per il mare non si rovina: «Tra il campo e il banco passano poche ore – spiegano. – Quello che non coltiviamo noi lo selezioniamo dalle migliori produzioni locali e italiane. Conosciamo la provenienza di tutto ciò che vendiamo».
È proprio questa attenzione alla filiera a fare di questo progetto un piccolo presidio di alimentazione sana: niente lunghi passaggi logistici, ma raccolta, vendita e trasformazione nello stesso luogo, seguendo il ritmo delle stagioni. Nei terreni di famiglia crescono pomodori di diverse varietà, melanzane, zucchine, cetrioli, carciofi, meloni, angurie, fragole, insalate e cavoli. Da questi prodotti nascono anche molte delle ricette pronte firmate dall’azienda: parmigiana di melanzane, verdure grigliate, farinate, burger e polpette vegetali, zuppe, minestroni e pesti. Accanto alle colture tradizionali c’è anche una scommessa sul futuro: mango, papaya e pitahaya coltivati in Sardegna. «Le piante sono ancora giovani, ma contiamo di ottenere i primi raccolti tra un paio d’anni».
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