Nicole Berlusconi contro la riforma della caccia: «Forza Italia ricordi i valori di Silvio»
La nipote del fondatore di Forza Italia contesta il disegno di legge 1552 all’esame del Senato e richiama il partito al rispetto degli animali, della natura e della biodiversità
Milano Nicole Berlusconi si schiera contro la riforma della caccia contenuta nel disegno di legge 1552, all’esame del Senato. La nipote di Silvio Berlusconi, figlia di Paolo, ha affidato ai social un messaggio rivolto in particolare a Forza Italia, richiamando il partito ai valori del suo fondatore sul rispetto degli animali e sulla tutela della natura.
Nel post, pubblicato oggi, venerdì 19 giugno, Nicole Berlusconi accompagna un’immagine dello zio con un testo in cui mette al centro alcuni principi: la protezione degli animali, la salvaguardia dell’ambiente, la responsabilità della politica davanti al cambiamento della sensibilità collettiva e la difesa del patrimonio naturale italiano. Secondo la nipote del Cavaliere, il ddl sulla caccia non sarebbe coerente con questa impostazione.
«Il disegno di legge 1552 sulla caccia non rappresenta l’Italia del rispetto, della responsabilità e del buon senso», si legge nel messaggio. Ancora più diretto il richiamo agli esponenti azzurri: «Vorrei ricordare a tutti i membri di Forza Italia quali erano i valori di mio zio, il suo fondatore».
Le critiche riguardano diversi aspetti del provvedimento: il possibile ampliamento delle aree e dei periodi di caccia, l’aumento della pressione sulla fauna selvatica, il rischio di un indebolimento delle tutele ambientali e la riduzione degli spazi di convivenza tra attività umane, turismo naturalistico e animali. Nicole Berlusconi sottolinea anche la distanza tra l’impianto della riforma e la crescente attenzione degli italiani verso il benessere animale. La posizione è sintetizzata dall’hashtag scelto per il post: #NoDDL1552.
La presa di posizione non arriva da una figura estranea al mondo animalista. Nicole Berlusconi è legata da tempo alla tutela dei cavalli e ha fondato l’associazione Progetto Islander, impegnata nella loro protezione. In passato ha più volte collegato questa sensibilità anche all’esempio dello zio Silvio, ricordando il suo impegno contro i maltrattamenti e la sua idea degli animali come esseri sensibili e senzienti.
Il suo intervento è stato rilanciato dall’Enpa, che contesta la riforma e accusa la maggioranza di usare il problema reale della presenza dei cinghiali anche in aree periurbane per introdurre nuove concessioni alla caccia. Annamaria Procacci, responsabile Fauna selvatica dell’associazione ed ex parlamentare dei Verdi, ha ricordato il percorso che portò alla legge 157 del 1992, definendola una norma moderna perché riconobbe la fauna selvatica come patrimonio indisponibile dello Stato.
Di segno opposto la posizione del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, tra i sostenitori della riforma firmata dai capigruppo della maggioranza al Senato. Per il ministro, rispetto al 1992 il contesto è cambiato profondamente e il sistema deve essere razionalizzato sulla base dei dati scientifici, con regole capaci di tenere insieme tutela della natura, manutenzione dell’ambiente e attività venatoria, che resta lecita e legittima.
Lollobrigida respinge le accuse dell’opposizione e definisce il testo «equilibratissimo» e «correttissimo». Ma l’intervento di Nicole Berlusconi apre un fronte politico delicato proprio dentro il centrodestra: quello tra la riforma della caccia sostenuta dalla maggioranza e il richiamo, rivolto a Forza Italia, all’eredità ambientalista e animalista attribuita al suo fondatore.
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