La Nuova Sardegna

La truffa

Il sogno dell’estate svanito, affitti la villa fronte mare e ti ritrovi con la valigia nello scantinato

di Massimo Sechi
Il sogno dell’estate svanito, affitti la villa fronte mare e ti ritrovi con la valigia nello scantinato

Convinti di aver trovato l’affare per le vacanze in tanti scoprono di essere stati raggirati. Adiconsum: «Attenti agli annunci»

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Sassari Sei fotografie di un appartamento da sogno in affitto: terrazza vista mare, spiaggia a pochi passi, ambienti luminosi e accoglienti e arredamento curato. Poi una settima fotografia che ritrae uno scantinato o un seminterrato e che può essere facilmente scambiato per una pertinenza dell’alloggio. Convinto di aver trovato l’affare dell’estate il malcapitato prenota, e magari prende l’aereo o percorre centinaia di chilometri per raggiungere la meta delle sue vacanze. Solo all’arrivo scopre la verità: il vero appartamento è proprio quello raffigurato nell’ultima foto: lo scantinato.

È una delle truffe più ricorrenti nel settore case-vacanze ed affitti brevi. «Succede sempre più spesso che ci si trovi di fronte ad un immobile che non è quello visto nelle foto degli annunci – afferma Giorgio Vargiu presidente di Adiconsum Sardegna–. La parola chiave, lo diciamo sempre, è precauzione. Bisogna trovare il giusto equilibrio: se si ha troppa paura si rinuncia a delle opportunità, ma se si abbassa completamente la guardia si rischiano truffe e raggiri», come quello appena descritto. Il primo controllo, secondo Vargiu, riguarda il codice identificativo nazionale delle strutture ricettive. «Occorre sempre chiedere il Cin. Questo permette di sapere che dall’altra parte c’è un soggetto identificabile. Se poi emergono problemi, diventa possibile chiedere rimborsi o risarcimenti». Il presidente di Adiconsum invita anche a verificare con attenzione la tipologia dell’immobile. «Fino a qualche tempo fa avrei detto che uno scantinato non poteva essere utilizzato come casa vacanze perché non era abitabile. Oggi, dopo le modifiche introdotte dal Salva Casa, la situazione è cambiata e alcuni locali che in passato non potevano essere destinati a questo utilizzo possono essere affittati». Una cosa, però, è la legittimità dell’immobile, altra è il modo in cui viene presentato. «Se mi mostri cinque fotografie di una casa bellissima e poi mi consegni uno scantinato, siamo di fronte a una pubblicità ingannevole e a un difetto di conformità del servizio». In questi casi il consumatore può agire. «Si può chiedere la restituzione totale o parziale delle somme versate, la risoluzione del contratto e, quando ci sono i presupposti, anche il risarcimento dei danni».

Diverso è il caso delle vere e proprie truffe. «Se non si verifica il Cin si corre il rischio di acquistare un servizio nel mercato dell’illegalità. Può capitare che vengano utilizzate fotografie prese da internet o che l’immobile mostrato non appartenga nemmeno alla persona che lo mette in affitto».

Per ridurre i rischi, Adiconsum consiglia anche di controllare le recensioni su piattaforme specializzate come Trustpilot o TripAdvisor. E se il turista, una volta arrivato, è costretto a restare nell’alloggio pur non essendo quello promesso? «Anche in quel caso può chiedere una riduzione del prezzo. La vacanza rovinata rappresenta un danno che può essere fatto valere».

«Le truffe possono verificarsi anche sulle piattaforme online, nonostante i controlli», spiega Massimo Cossu, responsabile Airbnb per la Sardegna. Per questo è importante verificare il profilo dell’host. «Bisogna leggere con attenzione le recensioni, controllare le fotografie e confrontarle anche con strumenti come Google Maps». Cossu sottolinea il valore delle piattaforme come intermediari. «Quando la prenotazione avviene attraverso il portale, il pagamento resta tracciato. Se il viaggiatore arriva e scopre che l’annuncio è falso o non corrisponde a quanto promesso, può contattare l’assistenza. In quel caso il pagamento viene bloccato e il cliente può essere aiutato a trovare una sistemazione alternativa». Il consiglio finale è quello di non uscire mai dai canali ufficiali. «Quando host e ospite si accordano privatamente aggirando la piattaforma si perdono molte delle garanzie previste. È lì che aumentano i rischi».

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