Bonus condizionatori 2026: aliquote, requisiti e come richiederlo
Non si tratta di una misura a sé stante, ma di un'agevolazione integrata in tre differenti canali fiscali
Il Bonus Condizionatori 2026 consente di beneficiare di detrazioni fiscali fino al 50% per l'acquisto e l'installazione di impianti di climatizzazione efficienti. L'agevolazione varia in base al tipo di immobile e alla tipologia di intervento. Non si tratta di una misura a sé stante, ma di un'agevolazione integrata in tre differenti canali fiscali. La cessione del credito e lo sconto in fattura non sono più disponibili, lasciando come unica via la detrazione IRPEF in 10 rate annuali di pari importo.
Le opzioni disponibili nel 2026
Le regole per l'accesso ai bonus cambiano sensibilmente a seconda della via fiscale scelta. Di seguito lo schema sintetico dei tre principali binari di detrazione.
- Bonus Casa (o Bonus Ristrutturazioni): è la soluzione ideale se si installa un condizionatore ex novo in un'abitazione che ne era priva, oppure in concomitanza con interventi di manutenzione straordinaria o ristrutturazione edilizia.
- Aliquota Prima Casa: detrazione al 50% della spesa Aliquota altre abitazioni: detrazione ridotta al 36% per seconde case o immobili non principali.
- Tetto massimo di spesa: 96.000 euro per singola unità immobiliare.
Caratteristica: non richiede obbligatoriamente la sostituzione di un vecchio impianto.
Ecobonus
Si attiva quando l'installazione del condizionatore a pompa di calore va a sostituire parzialmente o totalmente il vecchio impianto di riscaldamento preesistente, garantendo un incremento dell'efficienza energetica globale dell'immobile.
Aliquota: fino al 50% a seconda del rispetto dei parametri tecnici specifici e dei tetti reddituali previsti dalle nuove normative.
Requisito tecnico: L'apparecchio deve essere certificato ad alta efficienza energetica.
Bonus mobili e grandi elettrodomestici
Riservato a chi acquista un condizionatore ad alta efficienza energetica (classe minima prevista dalle normative vigenti) all'interno di un immobile oggetto di interventi di ristrutturazione edilizia avviati precedentemente all'acquisto del bene stesso.
Requisiti tecnici e limiti di reddito
Per l'anno 2026, l'accesso alle detrazioni è regolato da nuovi tetti legati alla tipologia dell'immobile e al reddito del contribuente. Destinazione d'uso: le aliquote piene al 50% sono preservate principalmente per gli immobili adibiti ad abitazione principale. Tetto reddituale: si applicano i nuovi parametri restrittivi legati al quoziente familiare o ai limiti reddituali indicati dall'articolo 16-ter del TUIR. Efficienza delle macchine: i condizionatori devono disporre della funzione pompa di calore (caldo/freddo) ed essere certificati dal produttore per specifici indici di prestazione energetica (COP/EER) per l'Ecobonus.
Come richiedere l'agevolazione
Per non perdere il diritto alla detrazione nella successiva dichiarazione dei redditi (tramite Modello 730 o Unico), è fondamentale seguire questi passaggi procedurali.
Pagamento tracciabile: il saldo deve avvenire esclusivamente tramite bonifico parlante (bancario o postale). Il bonifico deve riportare il codice fiscale del beneficiario della detrazione, la partita IVA o codice fiscale del rivenditore/installatore e il riferimento normativo specifico al tipo di bonus richiesto.
Fatturazione corretta: la fattura deve contenere la descrizione dettagliata dei beni acquistati e dei relativi servizi di posa in opera.
Comunicazione ENEA: per gli interventi legati a Ecobonus e Bonus Casa sulle pompe di calore, è obbligatorio inviare la comunicazione telematica sul Sito Ufficiale ENEA entro 90 giorni dal termine dei lavori o del collaudo dell'impianto. Tutta la documentazione, incluse le ricevute dei bonifici, le fatture e la ricevuta di invio all'ENEA, va conservata accuratamente per l'intera durata della detrazione decennale.
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