Volo Cairo Roma, ritardo e disagi, la disavventura di Paolo Fresu: «Che bello viaggiare con Ita Airways...» – Il racconto
Due ore di viaggio sono diventate 12, il musicista jazz e la sua lunga disavventura nell’attesa di arrivare a destinazione
Bologna Quadri storti sulla parete e post amaro per Paolo Fresu, rimasto vittima anche lui dei ritardi dei voli che causano enormi disagi ai passeggeri, fra chi perde una coincidenza per raggiungere un’altra destinazione e chi, invece, vola per un appuntamento di lavoro o per una visita medica oltre confine. Il musicista jazz ha perso quello che lo avrebbe riportato a casa, a Bologna, l’ultimo della notte, ignaro di ciò cui sarebbe andato incontro dopo aver perso l’ultimo volo utile per tornare in Italia. Una disavventura durata 12 ore che il musicista racconta alternando ironia e amarezza per una Compagnia di bandiera che, a suo dire, non ha fatto una “piacevole” impressione.
Il post di Paolo Fresu
«Spiacevole viaggiare con ITA Airways dal Cairo – esordisce Fresu – con oltre due ore di ritardo e perdere così a Fiumicino l’ultimo volo serale per Bologna. Quasi piacevole apprendere l’essere stato protetto con il primo aereo della mattina successiva e altrettanto piacevole apprendere che potrò dormire in un letto d’albergo messo a disposizione dalla compagnia. Diversamente piacevole sapere che potrò raggiungerlo con l’unica navetta organizzata da ITA e che quelli dietro di me, che provengono a loro volta dal Cairo e che hanno perso le rispettive coincidenze, sono forse un centinaio in fila. Pertanto il bus navetta si muoverà, dopo avere espletato le formalità di ognun*, tra un paio d’ore se tutto va bene e il viaggio, tra ritardi e complicazioni, durerà dodici ore senza essere ancora arrivato alla destinazione finale».
La navetta affollata, l’hotel sporco e la cena leggera
La riflessione dolce e amara di Fresu continua: «Quasi piacevole sentirti dire dal personale di terra che l’hotel è un Hilton vicino all’aeroporto, che è di buon livello e che lì potrò anche cenare e meno piacevole riflettere che è meglio andarci subito con un taxi a mie spese per evitare di fare notte. Poco piacevole scoprire che l’hotel è in realtà a Casalpalocco (a più di 30 minuti dall'aeroporto), che non è un Hilton ma un albergo alquanto sporco e vetusto (i francesi direbbero “hotel de charme”), che le navette del giorno successivo sono solo alle tre e alle sei del mattino e che la cena consiste in due panini, una mela (in mancanza di qualsiasi utensile l’ho sbucciata con il tagliaunghie) e una bottiglia d’acqua».
A terra come in cielo, fa notare Fresu: «In effetti in aereo la stessa compagnia, sempre per cena, mi ha dato altri due panini mignon e una bottiglia d’acqua, negandomi però una copertina visto che sembrava di essere in Alaska a gennaio. Senza esagerare potrebbe risultare tutto diversamente piacevole. Come la barzelletta del signore che si compra le scarpe strette per godere del momento in cui, a casa, le toglierà con la massima soddisfazione. È che io d’estate porto i saldali o sono scalzo. Certo che, come il maratoneta etiope delle Olimpiadi del 1960, potrò andare molto più lontano a piedi. Viva l’ITA-lia! Che piacere essere coccolati dalla nostra compagnia di bandiera».
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