Accesso al mare, il sindaco contro le prepotenze dei balneari: «I “pezzenti” si riprenderanno ciò che è loro»
Josi Della Ragione: «Riporteremo i litorali ad avere l’80% di spiaggia libera»
Bacoli L’antefatto è questo. Una turista italiana durante una giornata al mare in una spiaggia libera – come spesso accade – ha deciso di andare in un bar di uno stabilimento balneare. Qui ha consumato una bibita, e ha chiesto di poter usare il bagno. Tutto normale, si dirà, ma il gestore del lido, a un certo punto, le ha dato della pezzente. La signora ha protestato e lui ha rincarato la dose, affermando che il sindaco vuole aumentare la spiaggia libera perché ama i pezzenti.
A raccontare l'episodio, avvenuto a Bacoli, comune in provincia di Napoli, è proprio il sindaco Josi Della Ragione, da tempo impegnato nella battaglia per garantire il libero accesso al mare e contrastare abusi e prepotenze. «La signora – prosegue il primo cittadino – mi ha contattato attraverso il numero presente sulla mia pagina social, raccontandomi quanto accaduto. Sono nauseato da una simile mancanza di educazione, arroganza e prepotenza. Tutto questo avviene, peraltro, in un contesto in cui gli attuali gestori dei lidi sono ex abusivi che, anni fa, si appropriarono di tratti di arenile e ottennero poi le concessioni dalle precedenti amministrazioni proprio in virtù del loro status di abusivi storici».
Il post sui social
Della Ragione ha quindi pubblicato una replica sulla propria pagina social rivolta al concessionario, che definisce «ex, perché ampiamente scaduto». Nel messaggio scrive: «Hai ragione, amo i pezzenti. Li amo così tanto che porteremo i litorali della nostra città ad avere l'80% tra spiaggia libera e spiaggia libera attrezzata. Senza più padroni, ma con nuove concessioni di chioschi in spiagge libere attrezzate e con stabilimenti affidati tramite bandi pubblici. Senza piaceri e amici, ma per merito». Il sindaco prosegue poi il suo intervento sui social: «Con regole chiare per i bagnanti e per i lavoratori. Libereremo il lungomare da imprenditori senza scrupoli. Sarà una rivoluzione».
Ai gestori: «Il vostro tempo è finito»
Infine, l'affondo rivolto ai gestori degli stabilimenti: «Il vostro tempo è finito. È finita la cassa piena di soldi a scapito di lavoratori sottopagati o impiegati in nero. Come schiavi sotto il sole, per pochi spiccioli al giorno. È finito il tempo in cui frugavate nelle borse per impedire alle mamme di portare in spiaggia l'omogeneizzato per i propri figli, ai papà una bottiglia d'acqua o ai ragazzi un panino. È finita l'epoca in cui chiedevate soldi perfino per riscaldare un biberon. Sono finiti gli anni delle vacche grasse, in cui avete fatto pagare lettini e sdraio a peso d'oro, gravando sulle famiglie. Sono terminati anche i tempi dei parcheggi abusivi, gestiti senza pagare tasse e devastando il territorio, con incassi elevati anche per poche ore di sosta. E sono finite le stagioni in cui impedivate l'accesso al mare sostenendo che il varco del lido fosse una proprietà privata».
«Bacoli non è la vostra. Le spiagge non sono vostre. Il mare non è vostro. Liberarci da questo scempio, sarà la più grande conquista che garantiremo al popolo stanco della vostra protervia, arroganza. Una missione epocale, che stiamo costruendo con grande lavoro, impegno, studio. I “pezzenti” si riprenderanno ciò che è loro. E gli intoccabili prepotenti se ne torneranno a casa».
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